incontri


016-ritratti-al-bar---rione-Garbatella,--Roma

“Sboccia un

fiore

malgrado nessuno

lo annaffierà, 

Mentre l’aquila fiera,

in segreto

a morire

andrà…”

[Più su- R. Zero]

Amo parlare con la gente, ascoltare le storie che racconta, sentire la forza con cui nonostante tutto va avanti, giorno per giorno.

Non lo facevo da un po’, non mi guardavo intorno da troppo tempo forse e chissà quante cose mi sono persa mentre vivevo la mia vita ad occhi chiusi.

Ho passato una mattinata insolita, pensavo di aver perso solo tempo, treni in ritardo, binari che cambiano all’improvviso e incontri annullati…mi sono ritrovata con l’ennesimo thé nel minuscolo bar della stazione di un paesino  del veneto sperduto in attesa del prossimo treno.

Ho trovato Lei, raggiante e carismatica di una bellezza senza tempo, sorriso pronto pur non avendo niente –mi hanno tolto tutto– mi ha detto, –insegnavo italiano, latino e greco e mi hanno tolto tutto– ha aggiunto poi con sconfinata malinconia avvolta nel suo cappotto rosso e mascherando con dei grandi occhiali scuri un’occhio cieco, l’altro che ho potuto scorgere solo alla fine era di un azzurro intenso e ricco di vita, di strade e di storie che non ascolterò mai.

Una donna forte,  catanese d’origine, in terra veneta per sbaglio forse, forse no, dagli anni ’70, 69 anni e poche rughe, una pelle distesa e fresca.

A farci compagnia un’altro uomo, sull’ottantina, originario di Palermo, gentile e di cuore come solo i siciliani sanno essere, mi sono sentita improvvisamente a casa quando ho sentito il suo accento ancora marcato dopo 30 anni.

Mi ha raccontato della moglie morta anni fa, delle figlie che non vede da tempo e della cicatrice che ha sul cuore, anche se le più dolorose -ha detto- sono quelle che non si vedono.

Semplicemente adorabili, due vecchietti un po’ eccentrici ma teneri.

Mi parlavano con la felicità nel cuore, con una sorta di riconoscenza nei confronti della vita per essere ancora lì e tra una parola e un caffè macchiato hanno ipotizzato una convivenza bizzarra per sfuggire alla solitudine.

Non importa quanti errori hanno fatto nella vita, quanto dolore hanno sopportato e quante scelte sbagliate li hanno portati fin lì, la vita è stata più forte riservando loro una continua sorpresa.

Guardatevi intorno, provate ad ascoltare gli altri, sorridete…accanto al vostro tavolo c’è qualcuno che chissà per quale motivo aspetta solo voi, per condividere anche solo mezz’ora del suo tempo e colorare la vostra giornata lasciandovi un ricordo da custodire, di quelli che non fanno mai male.

A.F.

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