crazy little thing called love

 

bussola-vettore-materiale_34-24284

“Credevamo di cambiare il mondo invece il mondo ha cambiato a noi”.[C’eravamo tanto amati]

 

 

E poi una mattina ti svegli e ti accorgi che lui non c’è più.

Lo aspettavi da giorni ormai in quella casa che sa ancora di voi, che vi ricorderà in ogni angolo, in ogni quadro, in ogni luce e racconterà la vostra storia.

Parole vuote, promesse al vento, le tue valige sono già pronte e decidi di portare con te solo ciò che ti ricorda come vivevi prima di lui.

Non una lettera, non un regalo, non una foto…vorresti solo che chiudendoti quella porta alle spalle il futuro che avevate immaginato rimanesse intrappolato in un passato che non vuoi ricordare.

Quel “tenetevi stretti i vostri pensieri felici” ormai ti sembra inutile, i ricordi felici non fanno la felicità.

Allora pensi che forse sarebbe meglio costruire dei nuovi ricordi, giorno per giorno, e andare avanti perché quella è l’unica direzione che conosci e mentre guardi la strada dritta davanti a te per un momento ti senti persa, svaniscono le mete condivise e gli obiettivi che intravedi adesso sono solamente tuoi.

Trascini a fatica le valigie, il borsone su una spalla e lo zainetto sull’altra, spingi via gli scatoloni con i piedi e menomale che c’è lei, sulla quale puoi sempre contare, lei che divide con te il peso delle tue scelte, il peso di una nuova vita da costruire.

Inizi a contare i giorni e pensi che ancora è troppo presto per dire basta, per credere che sia davvero tutto finito,  ma poi da qualche parte leggi che il tempo aggiusta tutto e rincorri le giornate sperando che passino prima possibile.

E mentre aspetti il tempo, prendi il tempo e insegui il suo, senza sapere a cosa ti servirà.

Il senso di irrealtà pian piano svanisce, si dilegua lentamente e quella che non riconoscevi come vita, o almeno non come la tua, diventa improvvisamente verità… basta un istante, uno sguardo, un sorriso, il meccanismo riparte e sei di nuovo in gioco pronta a difendere ciò che passo dopo passo hai ricostruito tra le macerie.

Non importa quante notti bianche ti hanno visto camminare per la casa di chi ti ha accolto quando non avevi nulla, anche le lacrime più amare si asciugano.

Non importa quante strade hai dovuto percorrere per occupare le tue giornate, adesso sei di nuovo pronta a correre solo per sentire il vento tra i capelli.

Il viaggio continua e ancora una volta realizzi che il percorso non sarà semplice, che la vita è dura ma tu lo sei di più.

Cerchi di anestetizzare il dolore illudendoti che le vostre strade si incontreranno ancora e ancora e intanto ti allontani sempre di più da chi non ha avuto la forza di rimanerti accanto, da chi con innocente immaturità  e una paura che paralizza, ti ha portata oltre e ti ha lasciata sola.

Abituarsi a delle nuove mura richiede tempo, dividere i tuoi spazi con altre persone è una sfida che non pensavi di superare e invece sei qui e il mondo non ti è ancora crollato addosso.

Ti sei sentita nuda per giorni interminabili, come se tutti guardandoti  vedessero il gigantesco punto interrogativo tatuato sulla tua pelle e il tuo bisogno di capire perché, mentre tu invano tentavi di mascherarti con la consapevolezza di un’inevitabile vita nuova.

E che ti piaccia o no, ti risvegli nel tuo nuovo letto con un cuscino in più che adesso è solo per te e ti senti a casa, perché finalmente hai capito che la tua casa sei tu.

E gli estranei che fino a poco tempo fa incrociavi per le scale diventano familiari e non neghi più una parola, né un sorriso, riscopri il piacere di parlare con gli altri, di ascoltare le loro storie e di presentarti per ciò che sei e non per la persona con cui stai.

Ti senti forte nella tua fragilità perché attraversando la tempesta non ti sei voltata indietro, non hai perso di vista ciò che conta davvero.

Non aspetti più che lui faccia qualcosa, è sparito nel nulla e il nulla l’ha cancellato.

Tu invece hai dovuto affrontare il mondo ad occhi aperti, ricomponendo i piccoli pezzi andati in frantumi.

Cerchi di capirti meglio, di vedere dove ti porteranno i tuoi nuovi passi, di comprendere che l’amore è più forte degli innamorati e tornerà a bussare alla tua porta e tornerai a sorridere con gli occhi, non più alla ricerca di qualcuno ma di qualcosa che ogni giorno potrai trovare in tutto ciò che fai e ricominciare il Viaggio, sempre.

Dopo un po’ impari la sottile differenza

tra tenere una mano e incatenare un’anima.

E impari che l’amore non e’ appoggiarsi a qualcuno

e la compagnia non e’ una sicurezza.

E inizi a imparare che i baci non sono contratti

e i doni non sono promesse.

E cominci ad accettare le tue sconfitte

a testa alta e con gli occhi aperti

e la grazia di un adulto,

non con il dolore di un bambino.

E impari a costruire le tue strade oggi

perchè il terreno di domani

e’ troppo incerto per fare piani.

E impari che il sole scotta se ne prendi troppo

perciò pianta il tuo giardino

e decora la tua anima

invece di aspettare che qualcuno ti porti i fiori.

E impari che puoi davvero sopportare,

che sei forte davvero,

che vali davvero.

 

(Osho)

images (58)

 A.F.

Annunci

2 pensieri su “crazy little thing called love

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: