..se una donna non diventa madre vale meno?

In occasione della Festa della Mamma, posto un paio di articoli trovati navigando in rete sull’argomento  “Maternità” e dintorni.

Il primo è scritto da Elvira Serra per il Corriere della Sera ed il titolo, volutamente provocatorio, è: “Il tempo di noi single non vale meno di quello di voi mamme

 

 

Lo so, rischio l’impopolarità. Ma questa cosa bisogna dirla. Il valore del tempo, come la legge, deve essere uguale per tutti. Qualche giorno fa un’amica mi ha raccontato:

“Sai, al lavoro stavo facendo sette cose contemporaneamente quando il mio capo mi ha chiesto se dopo potevo aiutarlo con un’altra. L’ufficio era deserto. Così sono sbottata: “Scusa, ma dove sono finite tutte?” E lui, serafico: “Ma loro hanno dei bambini, ho detto che potevano andare a casa”

Come se l’essere mamma facesse acquisire per diritto di parto dei crediti negati a chi mamma non lo è {e certo, se continua a lavorare così tanto figuriamoci se lo sarà mai!}. Come se il tempo dell’una fosse in automatico più prezioso del tempo dell’altra.

Il caso non è isolato. E il tema è ancora più caldo adesso. Non solo perché bisogna fare la denuncia dei redditi e, come ha scritto la mia collega Antonella Baccaro nel suo forum, se sei single paghi più tasse. Ma perché si avvicina la programmazione delle ferie estive e cominciano le grandi manovre per spostare le X sul tabellone delle presenze.

Chissà perché, me lo ha confermato settimana scorsa un altro amico, quando c’è da cambiare le date si chiede sempre a chi non è sposato e non ha famiglia, facendolo pure sentire in colpa.

“Dai, cosa ti costa? Tu non hai nessuno, lui invece ha la moglie con i giorni blindati!”

A sentire tutte queste storie mi viene in mente Carrie Bradshaw {..una delle protagoniste della serie “Sex and The City”, n.d.a.} nell’episodio in cui è andata alla festa per la nascita del nuovo figlio di Kyra e Chuck. Costretta a levarsi le scarpe all’ingresso, al momento di andare via si accorge che gliele hanno rubate. Si trattava di un paio di strepitose Manolo Blahnik color argento da 485 dollari, immolate sull’altare della sacra famiglia americana. Tant’è che Kyra minimizza con Carrie: “Non è il caso di prendersela tanto, è solo un paio di scarpe!”.
Carrie per un attimo mette in discussione il valore della sua vita di single, ma infine risolve la faccenda facendo una fantomatica lista nozze per il suo matrimonio con se stessa e invitando l’amica a partecipare al lieto evento acquistando l’unico articolo scelto come regalo: le Manolo perdute. Che così ritornano a casa.

Quindi, sapete che c’è? C’è che io voglio le mie Blahnik. Metaforicamente {ma anche no}.
Il mio tempo di single vale come quello di una felice pluripara. La mia serata sul divano a leggere un libro è per me altrettanto vitale, rinfrancante e importante di quanto non sia per una mamma coccolare il suo bebè.

Dunque, avviso ai naviganti: d’ora in poi per cambiare il turno delle ferie si estrae a sorte.
E, in attesa di un figlio, io mi tengo le scarpe.

 

 

bollesaponeQuest’altro post è tratto dal sito style.it ed è firmato da Guy Pizzinelli.

Hanno l’eleganza di un rinoceronte ferito in una cristalleria, quando ti guardano con quegli occhi che danno per certa una qualche anomalia tutta da scoprire e ti chiedono: «E voi due invece come mai non ne avete?»
Sottintendendo: “Ci dispiace tanto; quanto è stata crudele con voi la natura/vita/Dio/il grande uovo; ma che peccato!”
Trattando con leggerezza drammi umani come aborti spontanei o sterilità. Per poi insistere, se non rispondi in maniera esauriente: «Ma c’è stato qualche problema, magari?»
L’argomento ‘coppie senza figli’ è un tema da trattare con la massima delicatezza e le persone {quasi sempre donne, quasi sempre sopra i 40} che pongono questo tipo di domande andrebbero invece prese a randellate in testa.

Perché -non ve lo devo dire certo io- oltre a impedimenti di carattere naturale o fisiologico, esistono mille motivi per cui una coppia adulta decida di non avere figli, tutti rigorosamente validi e insindacabili, in quanto estremamente privati.
Quando poi chiedi gentilmente come mai sia così importante darne una spiegazione, quasi sempre arriva la risposta conformista forse-mi-sono-messa-in-un-angolo-e-non-so-come- uscirne: «Beh, è un fatto naturale per una coppia, no?»
No. Sbagliatissimo. La Natura se ne strafotte se Paola e Andrea non vogliono o non possono avere figli. Ci sono le coppie con due, tre o più bimbi; ci sono i cinesi, maledizione.
È tutto previsto. È tutto calcolato. La specie va avanti lo stesso, grazie: preoccupatevi magari degli imbecilli che hanno disseminato la Terra di ordigni mortali o di Centrali Nucleari, o che la inquinano e la distruggono ogni giorno per interessi o profitti economici {..che uccidono senza pietà, calpestano i più elementari diritti umani e chi più ne ha più ne metta, n.d.a.}
Non sarà mai banale ribadirlo, finché ci imbatteremo in simili campioni di indelicatezza. Agli occhi di una persona adulta, intelligente ed evoluta, una donna senza figli è una donna e basta, non un’imperfezione.

 

 

La maternità diventa così un aspetto dell’identità femminile, non un tratto necessario. E’ giustissimo celebrarla, ci mancherebbe, soprattutto in un periodo in cui diventare madre è davvero difficile, tra instabilità sociale e lavori precari.
Un aspetto molto, molto importante, ma non determinante o essenziale. Questo post un po’ controcorrente focalizza scientemente l’attenzione su questo altrettanto importante argomento.
Secondo chi la maternità è assolutamente fondamentale affinché una donna sia davvero completa? Ciò vale anche per gli uomini? Un uomo senza figli è un “uomo a metà” rispetto ad un felice paparino? Oriana Fallaci, Lilli Gruber, Emma Bonino, Rita Levi Montalcini, Margherita Hack, Michela Marzano e compagnia bella sarebbero “meno donne” rispetto a chi ha invece generato un pargoletto? Una donna sterile dovrebbe sentirsi una donna menomata?
Perché appunto una cosa è certa: agli occhi di una persona adulta, intelligente ed evoluta, una donna senza figli è una donna e basta.

 

 

Chiara GreyPen

twitter.com/GreyPen

Annunci

11 pensieri su “..se una donna non diventa madre vale meno?

  1. Premesso che, quando si citano contenuti protetti da copyright, sarebbe bene linkare direttamente il pezzo sul sito relativo, se proprio si vuole citare integralmente il contenuto, una mail con richiesta di permesso all’autore è sempre un gesto educato e professionale. ; )

  2. “La non maternità: essere madri o no è un fattore di scelta, di natura, di caso. Nessuna colpa a chi è madre, nessuna colpa a chi non lo è. Per me madre è chi vuole bene ai bambini, sia madre o sia zia o sia amica di famiglia. E’ l’amore che distingue i ruoli.
    Il resto è mera superficialità.”
    Quoto ogni riga, parole davvero stupende..

  3. Io credo uno: che ad una donna spettino le ferie anche se non ha figli perchè non esistono solo i figli ma esiste anche un tempo in cui la donna vuole pensare a se stessa e quindi può non andare a lavoro per pensarci di più. Seconda cosa certe volte fare un figlio non mi sembra tanto UN DESIDERIO quando un’obbligo sociale , una specie di atteggiamento conformista. Uno deve fare un figlio quando lo desidera e non per rispondere alle aspettative altrui, oppure per fare come la maggioranza. Non c’è un tempo per fare figli, c’è un tempo in cui uno lo desidera e solo quel tempo è valido. E una donna può anche non desiderarlo decidere di dedicare la propria vita a se stessa e alle cose che ama fare e non ad un figlio(sempre nell’ipotesi che questa dona abbia interessi e hobbye). E scrivo tutto questo come amante dei bambini

    • io non me la sento di giudicare i desideri di genitorialità altrui solo perchè non ne provo

      (è vero che non c’è un tempo valido per tutti per fare figli, ma da una certa età in poi diventa sempre più difficile, specie per le donne, poi io non ho nulla contro chi vuole figli in tarda età anche se on mi nascondo le problematiche.)

    • Michela, le ferie spettano a prescindere: quando hai figli, fino a tre anni spettano le assenze per la loro malattia, caso mai. E sull’obbligo sociale, a quello risponde chi può permetterselo. Fidati: se non hai soldi o una stabilità, è ben difficile rispondere ad un obbligo sociale.
      E poi, anche chi fa figli ha diritto a vivere secondo i propri interessi, ad avere hobbies, interessi che non siano solo legati alla famiglia. Altrimenti rovesciamo i giudizi e questo non è giusto.

  4. La cosa non è così semplice, o bianco o nero. Le mamme felici da spot del Mulino Bianco non esistono e se esistono sono delle privilegiate, vanno in giro col SUV, hanno tate per la prole e la casa al mare dove passare l’estate e fanno viaggi di continuo. A loro la crisi non le tocca. Le mamme comuni non sanno come sbarcare il lunario per garantire il minimo ai figli, corrono di qua e di là come tassiste e spesso si sentono anche rimproverare, specie dai maschi e da quelle altre mamme, di non essere abbastanza madri. Le mamme comuni si devono pure organizzare col lavoro, perchè chi diventa madre spesso quando rientra al lavoro, se lo vuole continuare ad avere, deve sottostare a cambi d’orario inconciliabili con le esigenze dei figli. A volte con lo sguardo sprezzante di chi figli non ha (per scelta, per necessità, per caso), come se chiedere i propri diritti fosse un sopruso per le altre. Si trasforma il tutto in una guerra tra poveri, sostanzialmente e le donne che non lo capiscono (perchè in questo caso le donne sono bravissime a farsi manipolare dai maschi – che in genere le sovrastano quanto a carriera – e a non far scattare il meccanismo della solidarietà femminile, che significa magari distribuire il carico di lavoro in eccedenza…) sono le prime ed uniche vittime.
    Aggiungo: avere figli ed avere un cancro lavorativamente parlando è la stessa cosa. Sei improduttiva. Punto e basta.
    E io ho entrambe le cose.
    Infine, la non maternità: essere madri o no è un fattore di scelta, di natura, di caso. Nessuna colpa a chi è madre, nessuna colpa a chi non lo è. Per me madre è chi vuole bene ai bambini, sia madre o sia zia o sia amica di famiglia. E’ l’amore che distingue i ruoli.
    Il resto è mera superficialità.

    • Io ai tempi ho provato ad essere solidale con la mia collega madre ma dipende anche chi hai di fronte, perché quando incontri chi pensa solo ai suoi dirittii non puoi neanche far calpestare la tua vita perché non sei madre (che è quello che diceva il post).
      Sono stata capo e sono dipendente conosco entrambe le situazioni ed alcune donne con il loro comportamento mi hanno fatto vergognare di esserlo.
      Lei ha perso il posto ed io no ma non perché è madre ma perché è sciocca. Lo senti il cuore delle persone lo senti se si barcamena o pretende e basta.

  5. E’ legittimo volere un figlio, è legittimo non volerlo..non volerlo in questo momento, o per sempre..è legittimo non volerlo e poi cambiare idea..ma una donna madre o no è sempre donna, questo è ovvio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: