E le chiamano mamme…

mamma_disperata Ho 34 anni, due bimbi piccoli e una separazione in corso, una villetta dal giardino disastrato su cui è fissato un mutuo milionario, un cane cagone che sembra avere una propensione particolare per tappeti e moquette piuttosto che per il cortile, un compagno che lavora 10 ore al giorno e che ha turni comprensibili solo dopo un master e due ore di briefing tecnico, e una cucina senza lavastoviglie.

Da casa mia, tutti i giorni, escono le seguenti scorie (opportunamente da differenziare con pazienza certosina) :

– 4 pannolini sporchi

– 2 cartoni del latte vuoti

– almeno quattro metri di carta casa usata in molteplici occasioni

– mezzo chilo di avanzi di pappe

– svariati involucri di suppostine e blister di pastigliette (le mie, di antiacido)

– 2 milioni di briciole di biscotti e cracker

– qualche etto della mia dignità, che si sperde quando esco in pigiama a smadonnare perché piove sui sacchetti della spesa che ancora non ho fatto in tempo a portare in casa causa “Peppa Pig in tv”.

Quando mi alzo al mattino presto, rincitrullita per la sbronza di stanchezza del giorno prima, ho ad aspettarmi in media 3 camicie da stirare e una lavatrice da avviare col seguente contenuto quotidiano:

– 2 paia di calzini da bebe

– 2 paia di calzini da omino treenne

– 1 paio di calzini da omino trentaseienne

– 3 paia di mutande da omini vari

– 1 paio di mutande da donna disperata

– 4 asciugamani (usati per le stesse molteplici funzioni della carta casa di cui sopra)

– 2 cambi completi da bebè sputacchione

– 1 cambio completo da treenne appassionato di giardinaggio

– 1 tovaglia che in una sola sera affronta Cocacola, caffe e salsa di soia

– svariati stracci su cui il cane ha compiuto nefandezze inenarrabili.

In più, il lavandino di cucina mi offre generosamente:

– almeno 8 piatti fondi e piani

– una media di 6 bicchieri

– indefinite quantità di posate

– un paio di taglieri

– lo scolapasta

– 3, 4 padelle laide e unte

– 1 pentola enorme

– cucchiai di legno sparsi

– resti di bustine da the e cibo vario.

Sembra triviale, infili i guanti e attacchi da qualche parte ma… è proprio quando il sapone per i piatti inizia a colarti tra il bordo del guanto e il braccio alzato verso lo scolapiatti che senti il telefonino squillare (da qui tutta la digressione su quanto sia dura “fare slide” col dito inguantato umido e saponato ve la risparmio). I bimbi, attratti dallo squillo come falene alla luce, ti si attaccano ai pantaloni del pigiama e ogni istante è buono per farti restare lì a culo nudo.. Rispondi urlando “Prontooooh?” perché i piccoli hanno il volume medio fissato agli 80 decibel, ed è la tua amica Caterina che ti chiama per lamentarsi di quanto sia stato stronzo il suo fidanzato che non l’ha portata a Parigi per il weekend perché giocava la juve..

I piccoli strillano, la schiuma dei piatti straborda e la cena è ancora da preparare: piccola sorvolata sul favorino da farle semplicemente andando online e cliccando su un paio di banner pubblicitari (regalando la privacy a quella sessantina di aziende portatrici sane di mailbombing che ti intaseranno la mail) e poi, proprio quando reggendo il telefono tra spalla e orecchio rivedrai riflessa nell’antina dello scolapiatti l’immagine di tua madre – solo con 10 anni in più e mezzo chilo di borse oculari a fare da cornice – salterà fuori la patata bollente! Caterina attaccherà a piangere, e i suoi singhiozzi andranno a fare uno splendido effetto surround assommandosi a quelli dei tuoi figli.

Il climax lo raggiungerai quando il cane inizierà a latrare per la fame spingendo la ciotola attraverso la stanza, il piccolo si sarà cacato nel pannolino e il grande avrà fatto una treccia con i peli del gatto, e la verità -tagliente e malefica quanto la gramigna – verrà a galla! Altro che juve! – ti dirà la tua amica portatrice di fighissime extencion a capelli, unghie e tette – Altro che viaggio a Paris! Il bastardo l’ha lasciata e pensa un po’ con chi esce ora?? Con una di quelle, capelli raffazzonati coi becchi in testa, due figli piccoli e la bava di latte sulle tshirt, isterica ed esaurita e con due borse così e ma ti racconterò meglio quando ci vedremo per l’aperitivo, tesoro, così magari ci rivediamo che son passati ANNI e insomma dobbiamo combinare e che si fa così e… tu-tu-tu-tu-tu-tuuuuuuu….. Fortuna che il cellulare si può sempre spegnere.

R.B. (su Twitter : @robianchin)

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