sono io, la tua aria.

Approfitto della popolarità di questo blog, per dare visibilità ad un libro che a me è piaciuto molto, ed ad un autore che sarebbe bello emergesse, emergesse veramente.
Riprendo il filo di quello che ho già scritto tra le pagine del mio blog, per raccontarvi di questo libro: Sono io, la tua aria di Antonio Romagnolo.
Un libro che ho comprato per caso, perchè costava poco, perchè me l’ha chiesto un ragazzo su twitter che scrive bene, perchè mi sono detta che avevo un euro da spendere e che se non mi piaceva non l’avrei mai finito di leggere e pazienza.
Ed invece mi ha rapito, il suo modo di scrivere, la trama particolare e piena di scatole cinesi, ricca di emozioni. Un racconto fatto allo stesso tempo di dettagli minuziosi e di poche parole, dove il resto ce lo mette il lettore.
Non so raccontarvi la trama, non sono capace, svelerei quello che non devo svelare.
Pensavo di copiare quella che c’è su amazon, il sito dove potete comprare il libro, ma più la leggo e più secondo me non rende.
Vi racconto di questo libro attraverso le parti che mi sono evidenziata, ve lo racconto con le parole dell’autore.
(Quello che amo della tecnologia è che mi segno tutte le parti del libro che mi piacciono e sono tutte insieme, senza dover mettere mille segnalibri e sottolineare per poi perdere il punto. Non dico che sia meglio la tecnologia, per me non è una gara tra libro di carta o libro elettronico, secondo me c’è spazio per tutto… ma, citando la storia infinita, questa è un’altra storia)

Sono io la tua aria

Che dire? Siamo scappati dai nostri recinti per rinchiuderci in quelli di gente estranea, nelle vostre terre, a raccogliere patate, olive, arance, e limoni. Siamo scappati dalla nostra terra per cercare di non essere oppressi, di rimanere una famiglia intera. Forse però, adesso che siamo uniti, tutti vincitori di questa “grande” Europa, crediamo che tutto quello che è successo sia servito a qualcosa. C’è chi ha pagato con la vita, chi ha potuto costruire, chi oggi può fare avanti e indietro finalmente, ma la mia sensazione è quella di fare solo parte di un pollaio ancora più grande.

Quando vieni dal freddo, ed hai però passato troppo tempo al caldo, ti sei abituata, e l’aria fresca adesso ti disturba l’umore.

Sentivi la vita che ti scivolava dalle mani, che perdevi il controllo, è una cosa che non ti piace più, sei maturo, vuoi invecchiare bene, un caffè è poco, due sono troppi, di sera mai, soprattutto.

Non sono l’unica pazza, tutto attorno è un mondo seriamente folle, di gente che a stento riesce a respirare.

Abbraccio mia madre che cade in un profondo pianto. Lamentandosi mi chiede perdono, ma ormai è tardi perché non ho neanche la forza di condannarla. Penso che sarebbe stato meglio rimanere a raccogliere patate, che usare le mani fa bene al cuore, che farsi accarezzare dal sole unisce, che dire amore o gioia illude, ma si deve fare. Sarebbe bastato continuare a raccogliere un fiore ogni giorno alla fine del raccolto, metterlo in un vaso, piegare quei vestiti usati, ringraziare per il pane, ma poi mi sento impazzire perché non so nulla, perché nessuno mi ha spiegato, perché sono solo una ventiduenne confusa che non sa cos’è la vita.

Non è mai conveniente prendere delle droghe se non è necessario, non è mai conveniente uccidere il dolore. Lo devo scoprire questo dolore, sentirlo nella carne, mi renderà più forte.

Impariamo a difenderci dal dolore molto presto nella vita, per poi finire a trasformare ogni incertezza in certezza…

Era di certo un volersi bene, ma non era amore, l’amore non ti fa partire, non ti fa allontanare. Era una necessità, un conforto, una sicurezza, una mano in più, un modo per non esporsi, una mutua convenienza, una conferma per entrambi. Era solo una connessione, perché l’amore in fin dei conti terrorizza e noi due lo sappiamo bene.

Mi fai ridere per tutto il tragitto, mi parli come se mi dovessi ancora conquistare, invece io ti amo perdutamente. È anche questo che mi uccide, che mi stravolge, che mi dà la carica. Sento l’amore nelle mie vene, ti sento vibrare ad ogni sillaba, adoro il tuo tono di voce, la maniera con la quale muovi le mani, il modo con il quale mi guardi nel mondo. Sì, perché non ti volti mai, ma mi cerchi costantemente in ogni angolo di questa lunga via verso il parco. Amo il tuo modo di camminare, la tua capacità di guardare avanti con positività. Mi chiedo se lo fai per impressionarmi, ma ormai so che fai sempre ciò che dici.

Ma la vita è crudele, siamo noi che abbiamo il dovere di renderla tenera.

Ora comprendo il non dare e il non avere, la quiete, la forza sospesa, lasciata alla deriva. Adesso comprendo cosa intendevi dicendo che tutto si ferma, nulla è più, ogni cosa non è altro che quello che non è. Ora che sono avvolta dal sale, ora che il mio corpo vaga in un luogo dove non v’è spazio per il pensiero, comprendo che non c’era male, che non c’era bene, che non c’erano aspettative, che non c’erano illusioni. Perché qui giù ci sono soltanto io, e tutto è racchiuso dentro me.

Non rispondo. Mi metto la faccia di una che ha appena ascoltato la seconda minchiata in pochi secondi.

Noi, che ci sentiamo adulti, ci difendiamo sempre attaccando gli altri. Lo facciamo ingenuamente, senza mai chiederci cosa faccia male e cosa danneggi.

La questione non è come fare ad essere una buona persona ad un livello superficiale. Il punto è capire in che maniera facciamo del male e che effetto ha questo male sugli altri.

Adulto è un individuo che sa affrontare i propri sentimenti, uno che ha bisogno di valori, che ne capisce il loro profondo significato, che sa essere indipendente e responsabile in ogni circostanza, che riesce sempre e comunque ad esprimere la propria creatività.

Divenire adulti sembra essere il risultato di quanto una persona sia disposta a lottare, perché senza la lotta per la crescita tutto il resto ha un valore limitato, o addirittura nullo

Questi sono stralci di questo libro, che forse l’ho già detto, mi ripeto, poco importa, è stupendo, sorprendente, emozionale, vivo.
Lo trovate qui in versione ebook e qua in versione “carne ed ossa” come la chiamo io.
Ora che l’ho letto posso affermare che in entrambi i casi ne vale la pena, ma se come me avete tutti i vostri dubbi iniziali, credo che un euro sia un ottimo compromesso per scoprire questo autore fantastico.

Mi autocito dal post sul mio blog: “L’autore del libro non è un mio amico, non lo conosco bene, e non mi paga per quello che ho scritto. Se ho scritto questo post e ne scriverò altri da altre parti è solo perchè quando mi piace una cosa la dico e se ho la possibilità di dare una mano (piccola molto piccola come la mia) ad un artista emergente non mi tiro indietro.”

Buona lettura a tutti:-)

A.A.
@egocenthrika

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Un pensiero su “sono io, la tua aria.

  1. Anche io l’ho letto…e mi ha sorpreso soprattutto che la narrazione femminile sia stata scritta da un uomo.
    Incredibile come sia riuscito a calarsi nel sentire femminile del personaggio….
    bel post!
    ciao
    .marta

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