questa sera voglio far l’amore

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prima però portami a sognare

è iniziato.
oggi l’ho sentito.
oggi inizia il mio periodo.
oggi inizia il mio tempo con me.
e saró io soltanto, anche se circondata da migliaia di persone.
sarò io ed io soltanto in mezzo ad amici, nemici, amori, amanti, palestra, lavoro, università, studio, famiglia, gioie, dolori, lacrime, risate, nausea, malessere, benessere, rotture, stress, fancazzismo e… chi più ne ha più ne metta.

oggi ho ricominciato, ufficialmente e… volevo condividerlo con voi.

ma ora torno sulla retta via.
(fine premessa)

parliamo di vuoti.
vuoti da riempire.
vuoti da allargare.
vuoti da restringere.
vuoti da svuotare ancora di più.
vuoti come buchi neri.
vuoti.

credo che capiti a tutti prima o poi vi avere un vuoto dentro.
che sia volontario, che sia costruito, che sia inflitto.
è pur sempre un vuoto, e nessuno sa mai come affrontarlo.

io ho provato a cullarlo.
a cullare questo vuoto che fa male… al cuore, al petto, alle ossa, al sangue.
ho provato a cullarlo, come se fosse bello averlo li.
non ha funzionato.

io ho provato a mandarlo a fanculo.
ho provato a disinteressarmi a lui.
a far finta che non esistesse.
non ha funzionato.

io ho provato a mandare a remengo me (che, per chi non lo sapesse, equivale a mandarmi a fanculo).
a disinteressarmi a me.
a cullare il mio malessere, senza cercare via d’uscita.
ho provato ad accontentarmi del mio malessere.
ci stavo riuscendo benissimo.

ma poi.
ma poi è bastato incontrare la fonte di quel male.
è bastato che davanti a me vedessi tutto quello che non avevo più per…
…oh beh, farmi cadere nella depressione più atroce, farmi iniziare il pianto più disperato degli ultimi tempi… quel pianto che non avevo mai fatto dal “giorno della fine” a oggi.
ho pianto, ho urlato, ho sbattuto la testa contro il tavolo, il pugno contro il muro ed i piedi per terra.

ma poi.
ma poi il giorno dopo sono uscita, testa alta, cuffie al massimo.
ma poi il giorno dopo son arrivata a casa e… avevo capito che quel giorno l’avevo vissuto per me.

allora eccola l’unica regola valida che conosco per superare un vuoto: sostituire quello che ha creato il vuoto.

io ho provato
io ho ri-alzato la musica, perchè questo è il mio volume.
io ho alzato la testa, perchè mi piace vedere quello che mi circonda.
io ho sorriso a chiunque, solo per sorridere.
io ho fatto. per me.
io ho visto. per me.
e ci sono riuscita benissimo.

allora… se avete un vuoto… metteteci tutto il tempo che vi serve, provate tutti i modi possibili e…. e poi vedete che… starete malissimo, starete anche peggio, starete bene ma per poco tempo, ricomincerete a stare male, farete terra bruciata intorno, ma… ma poi arriverà il giorno in cui, come per caso, a fine giornata vi renderete conto di aver trovato il metodo giusto.

un abbraccio,
F.V.

twitter @nostalgiadicosa

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