4 novembre 2011.

Non posso non pensarci. A Genova, la mia Genova, un anno fa ed oggi.
Il 4 novembre dell’anno scorso Genova ha subito l’ennesimo alluvione, ma questa volta di una forza dirompente, in confronto quelli precedenti erano poca cosa. Sono morte delle persone.
Io che vivo nella zona di Quezzi, per andare a casa ho dovuto per giorni fare giri assurdi perchè via Fereggiano è stata chiusa al traffico.
Il giorno dopo potevi passare solo a piedi e la vista erano i militari, la protezione civile, la croce rossa, i volontari. Tutti lì, tutti insieme. Tanto che ti veniva da domandarti se il mondo era finito o stava per finire. Non sembrava più una città, ma un assedio, sembrava di essere in guerra.
Solo che la guerra contro l’acqua non la vinci, mai.
Dopo un anno non è cambiato niente.
I letti dei fiumi sono sempre lì nello stesso stato, pieni di vegetazione. Il torrente Fereggiano… beh non si capisce che lavori stiano facendo, l’unica cosa che si capisce è che non sono finiti.
L’unica misura presa è un’ordinanza comunale dove chi come me vive troppo in prossimità del torrente deve lasciare la propria casa. Anche in caso di allerta 1. Che poi ho scoperto dopo cosa significa allerta 1.

E c’è stata la prima evacuazione, dove io la sera sono tornata regolarmente a casa perchè credo che sto torrente non sia mai stato così vuoto. Neanche in una giornata di pioggia normale ha mai piovuto così poco.
E tutti che mi chiedono ma come fai che non puoi tornare a casa ed io che rispondo che posso tornarci, che l’unica cosa a cui serve questa ordinanza è che se succede qualcosa non posso denunciare il comune.
L’altro giorno ero così arrabbiata che ho chiamato mia madre è le ho detto “se muoio non puoi fare causa al comune ricordatelo serve a questo l’ordinanza”.

Eh sì sono arrabbiata e mi sento presa in giro. Preferirei mi si venisse a dire che mi espropriano, a me come a tutti gli altri, perchè queste case sono state costruite alla cazzo (scusate il francesismo), sicuramente in abusivismo edilizio e condonate da qualche legge del cavolo. E poi è colpa della natura, dell’acqua, del fiume. Che colpa ne hanno i torrenti se non vengono curati e non hanno posto dove far passare l’acqua.

Mi ricordo il primo alluvione di cui ho memoria. Avevo 14 anni, tornavo da scuola, ero in sella al mio Sì della Piaggio e non so come ho fatto a tornare a casa. Per anni dopo quello, ogni anno, Genova subiva un’alluvione. Ogni anno.
Io ora ho 33 anni. Non è cambiato niente. A voglia di difendersi dietro “sono eventi che ciclicamente accadono”. Lo sappiamo, lo sappiamo bene. Ma le tasse che pago a che cavolo servono? A far andare qualcuno in vacanza a spese mie?

Oggi sono arrabbiata. Il ricordo di quel giorno mi fa male.

A.A.
twitter @egocenthrika

(Le foto sono di mio padre, grande fotografo. Non me l’ha mai detto ma il suo amore per questa sua città, che lo ha adottato anni fa, traspare dalle sue foto)

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