assolutamente.

Sicuramente il mio modo di pensare è cambiato da quando sono buddista, ma già da prima non amavo le posizioni assolute.
Non credo che esistano assolutismi nella vita, non credo nel giusto e nello sbagliato, nel bianco e nero. Chi mi conosce sa bene che dico sempre che la vita è piena di colore, anzi è piena di sfumature di colore.
Ho imparato a credere nel valore: quale valore crea quella situazione, magari anche dolorosa, nella vita delle persone coinvolte?
E per chi pensa che sia un facile alibi da usare al momento opportuno, posso assicurare per esperienza diretta che è più facile fermarsi al bianco e nero, avere delle regole prestabilite, dei valori precostruiti e non ragionare con la propria vita ma con quella di qualcun’altro.

Questo non toglie che ci siano cose che mi piacciono e cose che non mi piacciono, come tutti ho le mie preferenze.
Ma, intanto, non impongo quello che piace a me come valore assoluto da seguire. E poi succede anche che cambio idea e non perchè sono volubile (come tutte le donne lo sono anche) ma perchè in una data situazione non sempre va bene quel che mi piace.
Lo so scritta così sembra un po’ contorta.
Mi viene in mente l’esempio dei genitori con i figli: i miei genitori non si sono comportati con me come con mio fratello e se prima pensavo che fosse solo una questione di preferenza (lui il maschio primogenito ed io la figlia che studia e fa la brava), mi sono resa conto con il tempo che era impossibile fare una cosa del genere. Io sono una femmina e lui un maschio, ha tre anni più di me, e fa anche questo tanto (cambiano tante cose in tre anni, in più i miei genitori erano molto giovani quando ci hanno avuti) siamo caratterialmente diversi. Quindi per quanto i principi con cui ci hanno cresciuti siano essenzialmente gli stessi, si sono comportati diversamente a seconda di chi avevano davanti.
Per quanto nella mia vita una cosa possa farmi piacere, creare del valore, per quanto possa pensare che sia, in un certo senso, “giusta”, non significa che presa e messa in un’altra vita funzioni nello stesso modo, perchè siamo tutti diversi.

Ho imparato che prima di dare un consiglio a qualcuno ascolto la sua vita, come posso, magari sbaglio, ma cerco di non generalizzare. Ho imparato che invece di dire la mia sulla vita di qualcun’altro, racconto la mia esperienza di vita e poi chi avrò davanti ne farà quello che vuole. Ho imparato ad andare avanti sulla mia strada senza pensare agli assoluti dell’esistenza, ma sperimentando sulla mia pelle cosa avanzando creando valore per me e per chi ho intorno.
Sto attenta alle posizioni assolute e a quelli che le esprimono a gran voce, solitamente sono troppo chiusi mentalmente e sono i primi ad infrangerle.
E quando parlo di posizioni assolute, comprendo anche il male, le cose classificate comunemente come brutte, sbagliate. Tutto va letto secondo la vita delle persone coinvolte, che non vuol dire che non farà male (se ti ammazzano un figlio fa male per forza), ma che assume un senso, seppur nella sofferenza e della rabbia del momento. Se tutto assume il giusto senso, tutto può diventare valore, forza, vita, da trasmettere a chi hai vicino e, soprattutto, diventa tutto superabile, con il suo tempo, ma superabile.

A.A.
twitter @egocenthrika

(L’immagine è una mia creazione estemporanea)

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