scrivo di getto ciò che penso, perchè è da un po’ che vi trascuro.

Mi è dispiaciuto trascurare questo luogo, come è successo anche per il mio blog.
Qui a Genova è la settimana del Salone Nautico, è iniziato sabato. Questo significa che per noi addetti ai lavori, è stata una settimana di inferno, in cui si lavora male e di corsa, perché la fiera di Genova è organizzata malissimo ed ogni anno che passo vedi che il Salone muore piano piano.
Il Salone Nautico è alla cinquantaduesima edizione, me lo ricordo da quando ero piccola io. E’ sempre stato un evento importante in una città di mare come la mia, dove una volta c’erano cantieri navali degni di chiamarsi tali. E’ sempre stato un grande evento che intasa la città, prima durante gli allestimenti e dopo durante la manifestazione vera e propria. Ma quest’anno è passato abbastanza in sordina, neanche il traffico in città ha subito tanti cambiamenti.
Se non lavoravo nel settore non me ne accorgevo granché.
Tutto questo mi mette tristezza.
La mia città muore sempre di più, siamo ancora una delle poche aziende che lavorano. Sento di persone che perdono il lavoro, di altre aziende che chiudono, ogni giorno arrivano curriculum da noi.

Per tanto ho sempre desiderato cambiare lavoro, fare dell’altro, perché ci sono tante cose che non mi piacciono del mio ambiente di lavoro e non mi ha mai consolato la frase “da tutte le parti è così”.
Ho sempre pensato che solo andandomene avrei realizzato quello che voglio fare, anche se in realtà non so cosa voglia fare.
E poi in questi giorni, lavorando come una pazza, sempre nello stesso ambiente, con le stesse persone, ho sperimentato come non mai che siamo noi stessi che facciamo la differenza nel nostro ambiente di lavoro. E mentre andavo avanti e indietro, litigando anche con i colleghi, pensavo che la mia fortuna (e anche quella del mio datore di lavoro) è che ho incontrato il mio maestro perché il mio senso di responsabilità si sarebbe fermato molto prima pensando che il mio stipendio non è proporzionato al mio impegno ed alle mie competenze. Ma il presidente Ikeda, per me semplicemente il mio maestro, mi ha insegnato a lavorare sempre al meglio, non pensando a cosa fanno gli altri. Ed in questi ultimi giorni ho sperimentato la gioia di vivere così, non senza fatiche, ma la felicità che provo va oltre ogni sforzo.

E domani si ricomincia.
E’ stata una settimana lunga, sfociata in tre giorni di festeggiamenti per il mio compleanno, che ha subito l’influenza di questo stato d’animo, ed è stato proprio un bel compleanno questo, come non ne ricordavo da tanto. Ma di questo ho scritto qui e non mi ripeterò.

Buon inizio settimana a tutti, buon lavoro, soprattutto a chi gli pesa andare al lavoro. Un pensiero speciale a tutti voi ricordandovi che veramente tutto dipende dal modo in cui affrontiamo le cose, non facciamoci scoraggiare, non smettiamo di sorridere e di riscoprire la passione per il nostro lavoro ogni giorno.

A.A.
twitter @egocenthrika

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