time and time again

I keep on fallin’ in and out of love with you.
Sometimes I love you, sometimes you make me blues.
Sometimes I feel good, at time I feel used.
Lovin you darling makes me so confused.

eccomi qua.
una psicologa in più ed un’amica in meno.

oggi sono qui a chiedervi: quanto importante è parlare secondo voi?

parlare.
straparlare.
sproloquiare.
parlare bene.
parlare male.
urlare.
sussurrare.
maledire.

parlare.

per me è fondamentale.
perchè quando si parla dei propri problemi (anche al muro) li si vede sempre sotto un’altra luce, una diversa prospettiva.
assumono altri colori, altri sapori.

a volte va peggio, a volte va meglio.
a volte non ne parliamo perchè sappiamo che se li dicessimo a voce alta ci renderemmo conto della loro gravità, e sarebbe la fine.
a volte non ne parliamo perchè non vogliamo vada meglio, vogliamo vedere tutto nero, il grigio non ci interessa.
a volte non ne parliamo perchè non sappiamo con chi farlo.

studiando in biblioteca a volte mi capita di vedere persone che non parlano per tutta la giornata.
non dicono niente.
voi direte: è perchè sono sola.
io dico: non è una scusa.
io non credo di poter stare un’intera giornata senza proferir verbo. lo trovo assurdo.
e già adesso che sono a studiare da sola tutto il giorno, e non dico una parola dalle… diciamo 12, sto impazzendo.
mi sembra una fatica inumana.
insomma, sono sola a studiare?
okay, almeno alla portinaia invece di dire solo il numero della tessera le chiedo anche come sta e scambio due battute.
parlo, è più forte di me.

mi capitano di rado domeniche in cui sono sola e non vedo nessuno.
sono domeniche in cui parlo via sms, via internet, ma… non parlo con le mie labbra.
e mi mandano proprio in depressione.

allora vi chiedo…sono io malata o parlare è qualcosa di buono/fondamentale/nonsocosa?

aspetto i vostri pareri.

F.V.

twitter @nostalgiadicosa

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3 pensieri su “time and time again

  1. Penso che parlare sia un’esigenza umana, che rende felici. Penso che allo stesso tempo ci siano un milione di dialoghi diversi. Urlare al mondo la propria gioia è molto più facile che ammette con un filo di voce e un groppo alla gola un proprio problema, un disagio o un dolore profondo..
    chi ci riesce non ha da vergognarsi ma sentirsi solo forte, alle volte ammettere un proprio problema è il primo passo per ridimensionarlo.

  2. Io sono capace di non parlare se sono sola a casa. Se sono in giro alla fine qualcosa mi esce sempre, però ci sono anche momenti al lavoro che non ho voglia di parlare e mugolo se posso, purtroppo per la maggior parte del tempo non è possibile mugulare al telefono rispondendo ai clienti, purtroppo.

  3. è una opinione personale e naturalmente senza pretese quella che segue.
    Parlare, a mio modo di vedere, è condivisione. Una delle maggiori qualità nostre umane e che ci rende una specie sociale e alquanto speciale. Noi, viviamo perché ci relazioniamo, credo. Se poi parliamo con interesse e a cuore aperto, credo sia il massimo.

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