storiella.

Un giorno l’asino di un contadino cadde in un pozzo. Non si era fatto male, ma non poteva più uscirne. L’asino continuò a ragliare sonoramente per ore, mentre il proprietario pensava al da farsi.
Finalmente il contadino prese una decisione crudele: concluse che l’asino era vecchio e che non serviva più a nulla, che il pozzo era ormai secco e che in qualche modo bisognava chiuderlo. Non valeva pertanto la pena di sforzarsi di tirare fuori l’animale dal pozzo.
Al contrario chiamò i suoi vicini perchè lo aiutassero a seppellire l’asino.
Ognuno i loro prese un badile e cominciò a buttare terra dentro il pozzo. L’asino non tardò a rendersi conto di quello che stavano facendo con lui e pianse disperatamente.
Poi, con gran sorpresa di tutti, dopo un certo numero di palate di terra, l’asino rimase quieto. Il contadino alla fine guardò verso il fondo del pozzo e rimase sorpreso da quello che vide.
Ad ogni palata di terra che gli cadeva addosso, l’asino se ne liberava scrollandosela dalla groppa, facendola cadere e salendoci sopra. In questo modo, in poco tempo, tutti videro come l’asino riuscì ad arrivare fino al’imboccatura del pozzo, oltrepassare il bordo e uscirne trottando.
La vita andrà a buttarti addosso molta terra, ogni tipo di terra.
Principalmente se sarai dentro un pozzo. Il segreto per uscire dal pozzo consiste semplicemente nello scuotersi di dosso la terra che si riceve e nel salirci sopra.

Ricorda la cinque regole per essere felice:
1. libera il tuo cuore dall’odio
2. libera la tua mente dalla preoccupazione
3. semplifica la tua vita
4. datti di più e aspettati di meno
5. amati di più e… accetta la terra che ti tirano addosso, poiché essa può costituire la soluzione e non il problema.

(Non so chi sia l’autore di questa storiella, mi è capitata in mano tanti anni fa e in questi giorni è risbucata fuori e sicuramente non è successo a caso)

A.A.
twitter @egocenthrika

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2 pensieri su “storiella.

  1. no,…non credo che sia successo a caso.
    L’asino appare infatti un po come ciascuno di noi, specialmente oggi, trovatici finiti in un pozzo, e dal quale ci disperiamo vistici impotenti, il più delle volte. Poi, ecco il valore prezioso della “storiella” per ciascuno di noi, tanto che sarebbe da farne, come si usava un tempo, una “mattonella” da avere appesa accanto e bene sempre in vista…
    Arrivano in genere, sempre, dei soccorritori non disinteressati che convengono come la cosa più sensata sia farlo tacere, l’asino che si lamenta. E, così pensando, gli offrono invece, essi stessi, inatteso scampo in salvo….
    Ah, se appare pertinente il suo casuale ritrovamento. Grazie.

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