ognuno ha il diritto di vivere come può

La vita inizia col concepimeno? Che domanda difficile!!!!

Avere le idee chiare sulla vita e sulla morte è roba da filosofi, o da ultranovantenni.

Io non sono né l’una né l’altra e non saprei dire cosa è giusto in termini di dare la vita o abortire. Secondo me non esiste una regola, io credo nella scelta.
Vivere ogni giorno è una scelta, amare, soffrire, lottare e decidere di procreare sono scelte. Non giudicabili, a mio parere.

La legge 194 fu promulgata trentaquattr’anni fa e sancì il diritto all’aborto. Dire che quella legge fu una conquista per la donna e per tutto il mondo civile è banale. Non altrettanto banale è abortire. Per questo giudicare chi sceglie di farlo è oltremodo fuori luogo.

Guardando le immagini della manifestazione del quattordici Maggio a Roma, cosiddetta “prolife” viene da chiedersi come sia possibile che in migliaia tra facenti parte di associazioni cattoliche, gruppi politici e religiosi si possa avere le idee cosi inconfondibilmente chiare su un tema così complesso e controverso.

Diventare genitore è un impegno che richiede responsabilità e volontà gioia e impegno. Non tutti sono nelle condizioni o ne hanno volontà.
Diceva una canzone “ognuno ha il diritto di vivere come può”.

“Esercitiamoci” ad esercitare questo diritto, senza sensi di colpa, spade di Damocle e morsi della coscienza.
Ve lo dice una donna incinta….

D.I.

twitter / @smilingda

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2 pensieri su “ognuno ha il diritto di vivere come può

  1. Accendo la TV
    E il servizio di pubblica utilità, regolarmente, m’intrattiene con un gioco a premi. Grazie al cielo non pago il canone.
    Abbiamo fatto molte discussioni sulle farmacie, ma non sui medici; quelle sono locali accoglienti dove, di solito, ti servono in meno di cinque minuti, Gli studi medici della mutua, con un numero variabile di sedie attorno alle pareti hai ore…
    Le farmacie hanno un orario di lavoro e fanno a turni un servizio per chi ne avesse bisogno, i medici hanno la settimana corta e la giornata ancora più corta e guai a rompergli le scatole fuori orario.
    In alternativa c’è la guardia medica, Dio mi perdoni! Questa ha due aspetti; il primo vai a cercarla e ti accorgi che l’hanno già fatto in cento, che hanno aspettato il sabato per non perdere ore di lavoro e sono lì ad aspettare prima di te (quella turistica ha pure l’orario ufficiale, ma attende l’apertura della farmacia); in seconda ipotesi la raggiungi via telefono: Ho imparato che non bisogna essere educati in questa fase. È una necessità, per vedere il medico in pochi minuti, poi dopo che ha visto il malato, intrasportabile, puoi azzardare: “Mi scusi, ma non ricordavo la password per avervi qui.” Se ci fosse una lista dei malati da visitare a domicilio! Pazienza, ma i problemi sono altri. Così ci dicono.
    Poi c’è il “Pronto soccorso”, lì i medici ci sono e funzionano bene, ci andrebbero tutti volentieri, con le loro gambe, per questo hanno inventato i codici colorati: se vuoi una vera cura, devi pagare un extra!
    Eppure ci sono i mezzi del 118 che hanno ore di pausa e personale che si sta annoiando, ma metterli fuori dal pronto soccorso: no.
    E ora che siete abbastanza Rinco, veniamo al vero motivo di questo scritto. Fra le notizie di pubblica utilità mai mancano le estrazioni dei giochi, l’oroscopo, i fattucchieri…
    Se è lecito farsi abbindolare con medicine improbabili, per quale motivo non posso prendere i farmaci per la pressione arteriosa al supermercato senza ricetta, tanto il medico vede che cammino e me la stampa subito.
    Ciao Alberto
    P.S. Rinco ho dovuto scriverlo maiuscolo per accontentare il correttore grammaticale, ma in verità vi dico. La mia giornata comincia con la colazione, poi inizio a pensare, la vita mi appare nella sua mostruosa realtà: Possibile siano tutti così R R R?

  2. Salute virtuale

    Tutti i giorni si sentono tante stupidate, tanto per dire qualcosa, non avendo una barzelletta decente, ci s’inventa che tal medico consigliava pure la farmacia dove presentare le ricette. Poi, non ricordo dove, ho letto che i medici lavorano in locali di proprietà della farmacia.

    Quando ero giovane, ricordo che portavo il libretto della mutua la mattina, quando c’era la donna delle pulizie, lo lasciavo in un contenitore, tornavo durante l’orario di visita, se non c’era l’addetta, aspettavo la fine della visita in corso e la dottoressa me lo riconsegnava con le prescrizioni. Siccome sono sempre stato un lavativo, servivano per il lavoro. Era uno stress continuo, credetemi!

    Obbiettivamente devo informarvi che, dei dottori, non ho mai avuto fiducia, quindi sono sicuramente prevenuto, ma immaginate che il seguito sia un racconto di fantascienza.

    Uno ha un problema di salute e va dal medico, questo molto professionale ha l’immediata soluzione coadiuvato dalla stampante laser. Già sono migliorato, ma devo andare in farmacia: locale molto accogliente, come il Luna Park, tante belle scatoline colorate, contenenti di tutto quello che può appagare la più raffinata fantasia. Anche se devi metterti in coda, non ti viene l’idea di avere qualcosa di più urgente da fare. Con qualche decina di euro in meno esci felice, poi arrivi davanti alla tastiera e rifletti. La scatolina contiene due cosi con dieci pasticche per quattro milligrammi di principio attivo ognuno sono ottanta milligrammi, 1 euro di ticket e fanno mille euro ogni 80 grammi, io non so l’esatta quotazione dell’oro, ma forse la mutua aggiunge qualcosa in concorso spese per la confezione e gli eccipienti: Saranno d’argento (alla francese)?

    Forse la medicina non serve a estirpare la malattia, ma agisce come un tosaerba che garantisce un reddito al giardiniere. Quando si parlava di vendere i farmaci nei supermercati, nessuno ha spiegato il vero motivo del contendere: neppure io ve lo dico. Si è raggiunto un accordo: Aumentare le farmacie in base al numero degli abitanti, in questo modo si ottiene un nuovo e più pratico rapporto Farmacie/Medici. La cosa ci ha fatto felici: Avremo qualche punto in più, dove farci spennare. D’altronde i supermercati sono troppi rispetto ai medici, quindi. Mi è scappata comunque.

    Il farmacista ha il lettore ottico delle ricette e della tessera sanitaria a lui serve per fare lo scontrino, al fisco per le eventuali detrazioni; dal mio nome si risale al medico curante per i rapporti con i rappresentanti. E io pago!(questa è cattiva e gratuita: potevo risparmiarmela, ma non sono perfetto).

    Tutti i giorni vedo in TV degli spot sulla colla per gengive delicate: a prezzi di farmacia dovrebbe essere circa un euro il giorno, per dieci anni sarebbero €3.652.00; trentadue denti, (costo di produzione 1 euro ciascuno) a 100 euro senza ricevuta, sono€3200,00 (scegliendo di voler pagare le tasse, migliore villeggiatura pagata all’estero in caso lavoro più consistente.)
    In genere tre sedute, il lavoro del dentista è duraturo; in farmacia, ogni quindici giorni, se vedi una bella gnocca, ti tocca indicare il distributore dei profilattici per non farti sentire con la dentiera fuori posto.
    Ciao Alberto

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