mancanze

Mancare. Se si cerca l’etimologia della parola, si avrà: dal latino, màncus – monco, imperfetto. Non essere a sufficienza, far difetto ed anche venir meno.

Ecco spiegato come si sente chi prova questa sensazione sulla propria pelle: imperfetto, in difetto, non sufficiente. Si tratta di uno stato emotivo che comporta l’esser insoddisfatti, il dover reagire contro i propri desideri e far il contrario di ciò che si vorrebbe. Perché se qualcuno manca, di sicuro vorremmo che non mancasse.

Che sia la mancanza di un amore, di un amico o di una persona cara, non fa molta differenza; le mancanze ti impongono di reagire e non di stare ad aspettare.

E’ strano il modo in cui una persona riesca a mancare. E’ strano il modo in cui non si riesca a far a meno di qualcuno.

Ci hanno creato completi, eppure ci portano a cercare la nostra anima gemella, la nostra metà, il nostro pezzo ‘mancante‘. Ma allora si è completi o difettosi? Cerchiamo noi stessi negli altri o ciò che vorremmo essere? E se cercassimo noi stessi, perché sentir la mancanza di un qualcuno che non siamo noi?

E’ assurdo.

Assurdo ed inspiegabile.

Perché con i sentimenti c’è poco da fare, le sensazioni non si possono controllare. Alcune son impossibili da gestire.

Credo che le mancanze abbiano a che fare con le dipendenze, che il troppo di ogni cosa guasta e porta ad una fine. Credo che chi manca, troppo spesso, è il risultato di un di-più che si possedeva e che poi è stato tolto. E’ l’abitudine che diventa eccezione, la routine che si interrompe.

E’ brutto avere a che fare con le mancanze. Con le distanze. Con le assenze. Vien difficile gestirle, affrontarle, superarle.

Ciò che è certo, però, è che nella vita si va avanti comunque, ma certe mancanze ci sono e ci saranno sempre.

E’ di questo che è fatta la vita: di mancanze, di vuoti colmati e di vuoti incolmabili.

S.M.

twitter : @simominou

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4 pensieri su “mancanze

  1. @si0677 “Forse ci rivedremo, nel deserto, dove i nomadi vagano, dove l’uomo e la donna si completano: Come l’acqua e la sete, quando sono insieme sono tutto: da soli non siamo niente.”
    Il.Principe.Del.Deseto.2011.
    Fra le persone che seguo, dovrebbe esserci anche Rita della Chiesa. Non per la sue campagne a favore degli animali, ma per un conflitto interiore, che ha più volte esternato. Si tratta di dubbi, che le continue cause fra coniugi e liti condominiali, le hanno fatto sorgere. Cosa dà la giustizia ai contendenti? La casa coniugale, un assegno, ma soprattutto il rammarico di averla avuta.
    Qualche utile consiglio, alle prime avvisaglie, avrebbe potuto chiarire e sanare, ma una volta che si finisce nell’ingranaggio, le soluzioni logiche dipendono dal PIL che si può creare, a spese degli sprovveduti.
    Eppure un giorno si sono piaciuti, per un po’ di tempo, ora temono di rivedersi: Quello che si progettava di fare va in discarica.
    Studiare la strategia dei giochi, ora non serve più
    Ciao Alberto

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