cappuccetto rosso e i calciatori

Titolo un po’ contorto per una storia che vede protagonisti due bambini…

vi chiederete perché mai questo accostamento,

ma come tutti i ricordi che si rispettino,

si tratta semplicemente di figure

che si mescolano

quando il passato riaffiora…..

Luna era così entusiasta quel giorno, fissava l’album di figurine che teneva stretto al petto, come fosse un tesoro inestimabile, rideva con i suoi occhi furbi vicino a Lele, il suo compagno di giochi preferito di qualche anno più grande.
Avere un album tutto suo, la faceva sentire importante, poteva condividere con lui il suo mondo di bambina, anche se tra la storia di Cappuccetto Rosso e i Calciatori la differenza era notevole, aveva comunque la possibilità di far qualcosa insieme a lui senza che i grandi le dicessero “vai a letto Luna, è tardi per te” o ancora “questo non è un gioco per le femminucce”.
Quante volte quelle parole l’avevano indispettita e resa triste, ma lei era la più piccola di quella numerosa famiglia e non sempre poteva divertirsi con gli altri tra bambole e fantasia.
Arrampicandosi a fatica sulla sedia di legno, raggiunse finalmente il tavolo, appoggiando con cura l’album e tutte le figurine che aveva a disposizione.
Lele le avvicinò la sedia per evitare che cadesse, conoscendo bene il suo modo goffo di muoversi, soprattutto quando era così allegra.
L’uno accanto all’altra iniziarono ad appiccicare le figurinie nei loro rispettivi album…
-Non devi attaccarle a casaccio, vedi i numeretti qui dietro? Ad ogni numero corrisponde il suo posto, guarda come faccio io.

Luna aveva poco più di tre anni e non distingueva i numeri, fino a quel momento non sapeva neanche che esistessero forse; così testarda e orgogliosa non si lasciò aiutare, continuando a riempire l’album senza curarsi della storia scritta al suo interno, né tanto meno dei numeri giusti, le bastavano le immagine colorate.
Quella bambina saltellante per il bosco con la sua mantella rossa cosa poteva pretendere da lei?

Così lo rovinerai!

Ribadì Lele, ma non aggiunse altro vedendola tanto soddisfatta del suo lavoro e le sorrise, passando energicamente la sua mano paffuta tra i morbidi ricci di quella piccola testa calda.

Non stavano facendo nulla di speciale, ma erano insieme e questo bastava ad entrambi.

Dicono che le persone con il tempo cambino, quasi si trasformino dimenticando di esser stati bambini, ma per certi aspetti del nostro carattere non c’è niente da fare… sono come un marchio di fabbrica e non ci abbandonano mai, che ci piaccia o no.

Allo stesso modo le sensazioni legate ad un particolare evento non svaniscono, cambiano le situazioni, i tipi di rapporti, i modi di guardare le cose, ma ciò che viviamo nel qui e ora rimane immutato per sempre e basta poco per rievocarlo, anche un semplice album di figurine.

A.F.

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