il paese delle meraviglie

Se vi state chiedendo il senso della scelta di questa corda, leggete e capirete.

Se avete altre domande, riguardo ad esempio l’interpretazione estensiva della Corte Suprema di Cassazione ad una sentenza della Corte Costituzionale…

non contate su di me!

Tanto tempo fa (e neanche troppo), in una meravigliosa Isola situata sotto uno strano Stivale, viveva una bambina allegra e spensierata: capelli ricci e occhi curiosi, guance sempre in su e un sorriso sincero che le illuminava il viso…

La storia per me può anche finire qui, non si parla di Alice, non c’è nessun parallelo,strano e bizzarro mondo ad aspettarla, perchè qui la situazione è fin troppo reale!

Credo comunque che ”Il Paese delle Meraviglie” sia un eufemismo adeguato per esprimere il mio stupore di fronte a notizie che non avrei mai pensato di poter leggere.

Ho impiegato un giorno a recepire il messaggio, mi sono rifiutata per ben 24 ore e dentro me dicevo ”non è possibile”, ma eccomi qui, a girovagare su internet da tre ore per saperne di più e per rendermi lentamente conto di quanto assurdo sia tutto questo.

Riporto di seguito alcune frasi che mi hanno colpita parecchio:

“…sarà un’ulteriore spinta al silenzio per le donne che subiscono violenza“. [G. Bongiorno]

“…una donna che vede negato il carcere per i suoi carnefici subisce una seconda violenza”. [A. Mussolini]

E se il buongiorno si vede dal mattino…

 Non sono mai entrata nel merito di discussioni politiche, giudiziarie o quant’altro, quello che succede in Italia tutti i giorni è già abbastanza discusso e sottolineato da gente più competente di me. Finora mi sono limitata a leggere rimanendo spesso senza parole e indignata…ma visto che la notizia è fresca e probabilmente qualcuno la sta ancora metabolizzando, ho deciso di prendere la parola.

Secondo una sentenza della Corte Suprema di Cassazione, il giudice può optare per misure cautelative per chi è accusato di violenza sessuale di gruppo, la custodia cautelare in carcere non è più obbligatoria.

Premettendo che a certe persone io opterei per dare l’ergastolo dopo averle castrate,  mi chiedo dove mai andremo a finire. Quante donne hanno visto i loro diritti violati e calpestati prima di tutto questo, quante umiliazioni e sconfitte hanno dovuto subire… e invece di pensare alle vittime, paradossalmente qui si pensa a tutelare i diritti dei carnefici. 

Il dubbio mi sorge spontaneo, forse ricordo male io, forse non ho mai ben capito cosa sia la Corte Suprema di Cassazione, ma da quel che ho letto e vi riporto qui…

La corte suprema di cassazione assicura l’esatta osservanza e l’uniforme interpretazione della legge, l’unità del diritto oggettivo nazionale, il rispetto dei limiti delle diverse giurisdizioni; regola i conflitti di competenza e di attribuzioni ed adempie gli altri compiti ad essa conferiti dalla legge

L’articolo 65 dell’ordinamento giudiziario parla chiaro, ma io continuo a non capire.

Secondo la Corte Costituzionale (parente stretta della suddetta Corte), l’approvazione da parte del Parlamento (2009) della legge di contrasto alla violenza sessuale, che non prevedeva in maniera alcuna misure cautelari diverse dal carcere invece, non è compatibile con gli articoli 3 (uguaglianza davanti alla legge), 13 (libertà personale) e 27 (funzione della pena) della Costituzione.

Proporrei un minuto di silenzio per l’uguaglianza davanti alla legge, la libertà personale e la funzione di pena.

Ma di che stiamo parlando?

Non è forse per l’uguaglianza di fronte alla legge che i reati dovrebbero essere puniti (a prescindere che sia il singolo o il gruppo);

Non è forse libertà personale, la prima a venire violata quando si parla di violenza sessuale?

Non è forse funzione della pena… lasciamo perdere.

Per come la vedo io non si può girare attorno al problema: chiamatelo abuso, stupro, violenza sessuale…ma sempre di omicidio si tratta.

Sarà un termine eccessivo…ma una donna che subisce trattamenti simili (per di più in gruppo) viene privata del suo corpodella sua dignità, della sua forza, della sua fiducia nel prossimo, della sua libertà di sceltadel suo sacrosanto diritto di dire NO.

E tutto questo non rimane circoscritto all’atto in sé: certe cose rimangono dentro e accompagnano chi le subisce per tutta la vita, sono cicatrici che faticano a chiudersi rischiando di infettarsi.

E se i colpevoli hanno l’occasione di scontare la pena, pentendosi di quanto fatto (pensiero utopico ma auspicabile), perché negargli  questa possibilità?

Chiuderli a chiave in una stanza buia in modo che possano espiare le loro colpe, non mi sembra poi così irragionevole.

Se non vogliono farlo per le donne, che lo facciano almeno per loro!

Ciò non toglie comunque che a prescindere da qualsiasi decisione, niente potrà cambiare quanto già avvenuto.

Del resto non pretendo mica di sistemare le cose, ma mi duole ricordarmi ogni giorno  che in Italia è così che va.

Dagli articoli che ho letto oggi trapela una realtà che non riguarda solo le donne:

L’unione fa la forza e il branco lo sa bene, i membri si incolpano a vicenda, qualcuno esce allo scoperto, altri rimangono nel buio… e alla fine chi paga??

Ai posteri l’ardua sentenza, sperando che sia diversa dalla mia…

Da siciliana, più che da italiana…

“Nta codda ruppa ruppa ci va ntô menzu cu non ci cuppa”.

(Alla corda piena di nodi -il flagello-, ci va chi non ha colpa.).

P.S. Buongiorno!

A.F.


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