Jingle Bells

Pochi giorni al Natale. Le lucine colorate, gli addobbi, i festoni, il centro città improvvisamente animato e gremito di passanti…

E’ festa, e si sente e si vede.

Dai parcheggi impossibili, dall’illuminazione stroboscopica, dai pedoni suicidi che – ops! – ci si ritrova con estrema facilità sul cruscotto e – soprattutto – dai regali.

Lo so, lo so. Il Natale non è consumismo, il Natale è spirito di bontà, di famiglia, di unione, di vicinanza. Il Natale è tutto, fuorchè un pacchetto sotto l’albero, ma…

Prima avrete figli, prima dimenticherete questi buonissimi propositi e approderete come me e la rimanente parte figlidotata del Globo alla spiaggia del “E mò che cosa gli compro?”.

E’ una vita dura.

Prima di tutto, i diretti protagonisti di quest’infamia: i piccoli tiranni.

Già alla materna son li’ che scrivono (scrivono??) la letterina a Babbo Natale.

Che poi sto povero cristo pare viva in un mondo lontano lontano (la Svizzera?) e di conseguenza sia ultramegamaximilionario (per permettersi di esaudire i desideri di ognuno), ma che in compenso non sia padrone di altro che un’orrida tuta rossa che non cambia mai e indossa da qualcosa come duecento anni.

Jingle Bells, jingle bells, jingle all the waaaaay….

Le musichine di Natale impazzano persino sui canali radio più truzzi, e voi siete lì a sacramentare perchè – sulla suddetta letterina – vostro figlio ha espresso i seguenti desideri:

–          Un pony (e perché mai proprio un pony? Non ti puoi accontentare di una gallina, un criceto, un coniglietto come tutti gli altri o perlomeno qualcosa che sia in grado di cacare qualcosa che pesi un po’ meno di mezzo chilo per volta?)

–          Un go-kart (facile, economico e soprattutto perfetto da tenere in appartamento)

–          Un paio di occhiali firmati da David Beckam (maccazzo: hai solo sette anni! Cosa te ne fai degli occhiali alla Beckam??! Io al posto tuo pensavo solo all’Uomo Ragno!)

–          Il blu ray dell’Uomo Ragno (Evviva! Ora ragioniamo: prezzo abbordabile!)

–          Il lettore per il suddetto blu ray. (Ok, scherzavo.)

Chiaramente, ci saranno sempre aspettative che verranno prontamente deluse: del resto, mica è semplice trovare ancora copie del film dell’Uomo Ragno! E’ uscito già due o tre anni fa…

Gli amici, poi, danno sempre una mano: il frescone di turno che regalerà al vostro pargolo duenne la batteria completa Bontempi (completa di piatti, charleston e doppio pedale ma – ahinoi – sprovvista dei dovuti tappi per orecchie destinati ai genitori) è un must che non può mancare.

Sono inoltre convinta che in ogni famiglia ci siano sempre una  zia Uga che regalerà ai bambini una bella coppia di maglioncini collo alto in lana merino (caldissimi e quasi urticanti) e un zio Peppo che – al veglione di fine anno – non mancherà di approntare una tombola improvvisata sulla vostra migliore tovaglia in fiandra di lino e di palparvi il culo ad ogni giro di manovella.

Bestie da feste.

Il migliore, però, resta sempre lui: vostro suocero.

Durante l’anno rischiate di scordarvi della sua esistenza ma, a Natale, improvvisamente prende vita e – peggio di Tutankhamon – porta una ventata di malevola sfiga sul giorno più atteso dai bambini di tutto il mondo.

Come? Semplice. Vestendosi da Babbo Natale e spaventando a morte il bimbetto duenne che ha già capito che i panzoni non dovrebbero vestire di rosso né portare stivaletti alla caviglia.

Nel caso di bimbi in età scolare, poi, si rischia il linciaggio vero e proprio.

Già mi immagino il loro tema, al rientro a scuola di gennaio.

“Quest’anno è arrivato a trovarmi Babbo Natale. Appena è entrato in casa, però, è subito corso al bagno bofonchiando qualcosa a proposito delle lasagne di mamma.

Poi si è seduto a tavola con noi (!) e si è mangiato tre fette di panettone, ha bevuto il caffè corretto grappa e ha persino scartato i regali del nonno!

Altro che fargli trovare latte e biscotti la sera della vigilia: l’anno prossimo gli metto la purga, a sto puzzone!”

R.B.

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