singletudine

Ieri sono stata ad una di quelle cene fatte di chiacchiere conviviali, sfoggio delle proprie vite brillanti, luccicare di gioielli e di nappe e di cervelli. Ne valeva la pena per due motivi. Il primo è che ho rivisto un’amica a cui tengo molto, che vive a New York e vedo solo una volta all’anno. Il secondo motivo è che ho conosciuto un pò di gente più grande ben diversa da me. In partcolare ho soffermato l’attenzione su un quarantaduenne, lo chiameremo Orfeo.

Orfero è sicuramente un bell’uomo, brizzolato, ben vestito, sorriso sornione, mani curate. Quando cominciamo a chiacchierare mi racconta che fa un lavoro prestigioso, ha una bella casa a due passi da dove lavora, viaggia, non ha moglie, non ha figli, non ha responsabilità e non ne vuole.

Dice di avere una fidanzata da cinque mesi, ma di matrimonio, figli, progetti ne vuole sapere. Non contenta di rimanere alla superficie di una singletudine come tante, indago.

Come sospettavo, ci son di mezzo delusioni prese e date, inganni, rapporti veloci e senza senso e amori grandi dei vent’anni che l’hanno lasciato con l’amaro in bocca. Quindi Orfeo ha quarantadue anni, dice di non riuscire più ad emozionarsi e di vivere qualsiasi rapporto come la realizzazione della serenità più che della passionalità e dell’entusiasmo.

Le due Danila che sono in me, quella piccola e impulsiva e quella grande e moderata hanno cominciato a litigare sulla questione se l’amore sia davvero raggiungimento di un’emozione forte e di un fuoco che dura o piuttosto sereno compromesso, traquilla felicità fatta di piccole cose.

La risposta non ce l’ho, non l’ho mai avuta e quindi immagino che l’amore debba essere entrambe le cose, perchè se brucia troppo non cresce ma se si accontenta si limita.

Certo è che quel quarantaduenne mi è sembrato una persona disillusa e ho pensato che se le delusioni le abbiamo tutti, sta a noi scegliere se diventare persone ciniche o positive, sognatrici o negative. Da quello che ci leggeremo sapremo imparare e poi trasmettere.

D.I.

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3 pensieri su “singletudine

  1. Sono d’accordo su quello che hai scritto e vorrei aggiungere un particolare; ho notato che normalmente le persone che passano con facilità da un’avventura ( o storia ) all’altra senza farsi troppi problemi poi sono quelle che si “bruciano” e diventano indifferenti e disillusi. Chi invece ha la pazienza ( so che può risultare fuori moda ma così stanno le cose ) di aspettare di incontrare la persona giusta senza doversi prima “buttarsi via”, solitamente poi vive la relazione nel modo giusto.

    Un saluto

  2. Possiamo anche imparare a godere,consapevolmente,di passioni che durano un attimo senza la pretesa di cambiare l’altro,accettando tutto il pacchetto,il fascino dell’uomo libero e bello e la pochezza del suo disimpegno.Basta saperlo!!

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