per sempre

il libro dell’amore perduto.

“Sono andato infine nella nostra stanza. Il letto era disfatto, sul cuscino di piuma c’era ancora l’incavo della tua testa; mi sono sdraiato al tuo posto e proprio lì, in quell’incavo, con delicatezza, ho posato la mia. <<Dimmi qualcosa>> continuavo a ripeterti <<dimmi perché>>. Poi mi sono addormentato.”

[Per sempre- S.Tamaro]

Se a volte “è necessario perdersi per ritrovarsi”…rifiutare ogni possibilità di felicità, scappare da chi ci vuol aiutare e distruggere ogni rapporto e tutto ciò che siamo può sembrare la via più facile ma… ogni cosa ha il suo prezzo ed è proprio in questo libro che potrete trovarlo.

Matteo, innamorato profondamente di Nora, dalla quale aveva avuto un primo figlio, in attesa del secondo, perde la sua famiglia in un inspiegabile incidente stradale. Unico testimone di un apparente suicidio, vede la macchina di Nora uscire fuori strada mentre la scorta a casa.

La Tamaro affronta la delicata tematica della perdita con una sensibilità unica senza per questo risparmiare al lettore le agghiaccianti verità che permeano la vita di chi sopravvive.

Descrive il dolore, la rabbia, il senso di vuoto, “la voglia di non vivere” che sperimenta chi subisce un lutto di tale entità, scavando nel profondo.

Quante volte noi donne (ma non solo) abbiamo sopportato il dolore di vedere la persona amata andarsene via e rimanere, proprio come il protagonista del libro, sole a chiederci “perché?

Molto spesso, la ricerca di una spiegazione può far più male della perdita in sé e nella maggior parte dei casi neanche esiste.

Facile a dirsi, più difficile a farsi…

Che sia l’amore di una vita, un genitore, un fratello, un amico che ha litigato con noi, un parente costretto a trasferirsi molto lontano o semplicemente la scomparsa del nostro amatissimo animale domestico, il dolore è talmente grande da cancellare il resto, il mondo sembra scomparire davanti ai nostri occhi e ci trascina via nel nulla.

Quante volte abbiamo avuto voglia di rimanere chiuse in casa e finire lì il resto della nostra vita?

Giorni e giorni passati a letto, senza mangiare nè vedere nessuno, solo stupidi telefilm e sigarette!

Personalmente molte.

Questo libro mi ha fatto riflettere: la fase di apatia assoluta è inevitabile (direi fisiologica), ma destinata a finire, prima o poi!

Non troppo tardi, si spera, rischieremmo la cronicizzazione, ma nemmeno troppo presto, rimarrebbe una questione irrisolta che ci logorerebbe dall’interno.

Bisogna lasciare che il dolore faccia il suo corso naturale, non infliggendoci ulteriori punizioni per colpe immaginarie.

La chiave, come spesso accade, è proprio l’accettazione del dolore: solo così giorno dopo giorno questo riuscirà ad uscire dal nostro corpo attraverso ogni lacrima ed ogni goccia di sudore, depurandoci.

La strada del rifiuto, potrà anche darci una parvenza di normalità, offrendoci un biglietto di sola andata verso la “non vita”…ma ad aspettarci troveremo un dolore insopportabile pronto a cibarsi delle nostre viscere.

V.G.

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