sedici anni e sentirne il peso

Io ricordo vagamente com’ero a sedici anni,

Forse orgogliosa e fiera, sicuramente più testarda e arrabbiata col mondo, con una mamma ultrasevera che io definivo “tedesca” e con una compulsività legata al cibo che per fortuna è andata via.

Ricordo che una sera appoggiai timidamente la testa sulla spalla del ragazzo col quale ero fidanzata e mio padre passando fuori al bar dov’eravamo mi vide e mi svegliò di notte per rimproverarmi di tanto ardire e mettermi in punizione per una settimana.

Ma il passato è passato e quando cresci riesci a ridere di quello che un tempo ti aveva fatto piangere.

Ripensando alla severità, ho tanto riflettuto sulla ragazza sedicenne torinese che per nascondere la prima volta col suo ragazzo ha inventato che erano stata violentatata da due rom. Ho due considerazioni.

La prima è che spesso a sedici anni si può essere davvero confusi e una famiglia severa alla quale la ragazza aveva promesso di arrivare pura all’altare, può generare un conflitto interno personale non da poco. Perchè il sesso è vita e lo si dovrebbe fare quando si è pronti non quando vuole la famiglia. Non nego che ciò che la ragazza ha fatto sia sbagliato ma credo volesse solo proteggere lei e il ragazzo che amava.

La seconda considerazione riguarda il gruppo di persone che ha dato fuoco al campo rom. Mi chiedo come sia possibile trovare un nesso. Se per esempio mia figlia venisse a casa e mi raccontasse che un bambino cinese le ha tirato un pugno e le ha fatto l’occhio nero io potrei essere ben adirata. Ma non andrei da tutti i cinesi a tirar pugni. Cercherei di parlarne con la madre. Non riesco a credere al rapporto di causa effetto. Lo rifiuto, come rifiuto la violenza gratuita, il male fatto alla cieca.

Quindi assolverei la ragazza, meno i folli razzisti.

D.I.

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2 pensieri su “sedici anni e sentirne il peso

  1. mi fermo solo sulla parte conclusiva. Con una personale considerazione. Quando troppi si impoveriscono inaspettatamente, o quando troppi temono di divenirlo senza poterlo evitare, scatta molto spesso la pulsione della . Ed è terribile se prende piede, perché l’Europa anche nostra peggiore è stata questa.
    Quello che è successo, pur con tutte le riserve su di una immigrazione voluta intenzionalmente smodata, non ha la neppure benché minima giustificazione. E’ semplicemente infame.
    E temo che, come quando si incendia un quartiere per la , anche qui la ragazza c’entri ben poco. E’ stata solo l’esca, temo, di una miccia che reca un messaggio ulteriore molto molto serio. E per tutti noi.
    Non si dovrebbe mai prendere con troppo leggerezza la miseria di massa. E non si dovrebbe mai arrivare soprattutto a tagliare le ali alla speranza collettiva. Perché poi li, si svela spesso l’uomo, e a volte anche la donna, peggiore. Che cova in ciascuno di noi tenuta a bada con tanta fatica abitualmente.
    E questa è una riflessione che ci compete, ben più che alla ragazza ed ai terrorizzati ospitati vistisi braccati da “giustizieri” delle proprie stesse paure. Di vivere nell’Italia di oggi.

  2. Se penso ai miei sedici anni mi vedo furiosa con il mondo,che è la reazione alla paura di non essere all’altezza delle aspettative che tutti gli adolescenti hanno.Mia madre cercava di essermi complice e mediava agli scontri verbali con mio padre.Sai quale era la cosa che più mi faceva arrabbiare! Se dicevo “Esco vado conTizio a casa di Caio,mi ritrovavo mio padre che controllava se era vero.Il fatto di non essere creduta era per me motivo di litigio,un uragano di parole e improperi.Diventata adulta ho capito la preoccupazione di mio padre,e perdonato molte cose.Sono contenta di essere riuscita a dirgli che a fare i genitori si deve imparare e in fondo si cresce insieme,figli e padri,madri e sorelle.Prima che sia troppo tardi,dite loro che se hanno sbagliato è stato per amore,e noi li amiamo annche per questo

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