lacrime

Questo blog è dedicato alle Donne. Oggi vorrei parlare di una Donna con la D maiuscola: Elsa Fornero, Ministro {..anzi Ministra} del Lavoro e delle Politiche Sociali del Governo Monti. Mentre illustrava la cosiddetta Manovra finanziaria “Salva Italia”, non è riuscita a trattenere le lacrime. Lacrime pure e sincere, così genuine da risultare ridicole e inappropriate per qualcuno non certo abituato a inutili sentimentalismi e con la sola preoccupazione di tutelare i propri interessi. Perché per lei, docente di economia presso l’Università di Torino e Coordinatrice Scientifica del CeRP {Centre for Research on Pensions and Welfare Policies} dovrebbe avere tutta questa importanza il destino di migliaia e migliaia di persone? Ma come, sta messa così bene a livello personale… Così “ragionerebbero” taluni politicanti.

Invece no. Si è semplicemente quanto inaspettatamente commossa. Non è riuscita a pronunciare interamente la parola “sacrificio“. E poi lacrime, perbacco.

Lacrime di compassione per chi, inevitabilmente, soffrirà a causa delle misure prese per evitare il default del nostro Paese.

Lacrime inaspettate, dopo aver vissuto un “ventennio di sentimenti ad personam”. Cioè, qualcuno ha davvero a cuore l’Italia? Incredibile, no?

Lacrime, perché no, di frustrazione, di scacco. Per lei, innamorata dei sistemi e delle riforme previdenziali da una vita {..le sue ricerche scientifiche hanno a cuore soprattutto il risparmio delle famiglie e le pensioni, appunto}, varare misure così drastiche deve essere stato davvero lacerante.

Lacrime amare, perché forse qualcuno, scioccamente, se la prenderà con lei e la considererà l’artefice delle proprie disgrazie, non considerando chi e perché, in realtà, ci ha condotto fin qui. Certo, le cause sono molteplici. E questa non è la sede per analizzarle. Ma sicuramente uno dei motivi a monte è stata l’incapacità di un’intera classe dirigente capitanata in primis da un tizio piuttosto bassetto e con una quantità di capelli direttamente proporzionale all’età {..di solito il rapporto è inversamente proporzionale, ma lui è l’eccezione alla regola quasi scientifica del “Se sei un uomo, più anni hai e meno capelli ti ritrovi sulla capoccia”}, il quale negò l’esistenza della crisi fino all’ultimo. Memorabile il consiglio dato a una ragazza in difficoltà economica. Cosa le disse il soggetto in questione? “Lei è una precaria? Qual è il problema, sposi un milionario, Cribbio!”. Ahah. Ecco dove c’hanno condotto le barzellette e le battutine ad oltranza.

A proposito, riuscite a immaginare, non so, la Santanché piangere per il destino di milioni di italiani? Macché, quella lì al massimo avrà versato fiumi di lacrime per il sottosegretariato ormai perduto o per l’ultima borsa di Dior comprata recentemente ma già fuori moda.

E Sacconi, il precedente Ministro del Welfare, avrebbe pianto? Scommetto di no. E non perché sia un uomo e quindi certi sentimenti, gli uomini, in pubblico non devono mostrarli, a maggior ragione se si tratta di lacrime { ..un uomo vulnerabile? Mioddio, peggio di una calamità naturale o del non avere della Nutella in casa quando ti viene voglia di Nutella. No, davvero, ci sarà sicuramente scritto nel Levitico insieme ad altri tipi di abominio}

Comunque la satira irriverente del mitico blog Spinoza.it vede nel pianto della Fornero la versione per non udenti della Manovra.

Don’t Cry for us, Elsa. Ce la caveremo. Inventeremo modi per “tirare la carretta” dignitosamente. Perché le crisi portano sempre ed inesorabilmente ad una svolta. Non possiamo restare semplicemente fermi ed inermi. Travolti, sì. Inizialmente soggiogati. Ma prima o poi..dovremo prendere una direzione. Destra o sinistra. Falling or Flying. O giù o sù. In questo caso, abbatterci sconsolati o darci da fare per cercare di cambiare o perlomeno migliorare le cose? L’immobilità è una condizione temporanea. A noi la scelta.

Chiara GreyPen

twitter.com/GreyPen

Post Scriptum: Rileggere cose scritte molti mesi prima, senza poter minimamente immaginare cosa sarebbe poi successo, strappa sempre un sorriso. In questo caso amaro. Una sola parola.. “Esodati”.

 

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Un pensiero su “lacrime

  1. … immobili da tanto e la nostra immobilità ha favorito i forti e i furbi … una immobilità paventata in alte classi … davvero utile e ci hanno educato, negli ultimi anni, al cinismo tanto da non riconoscere un moto d’angoscia d’una donna che cura il welfare. Questo è il mio lato umano.
    Adesso parliamo del welfare … stato sociale … benessere del popolo … sollevare le diversità … equiparare le opportunità … li non servono lacrime, non serve distruggere l’articolo diciotto, non occorre spremere come tubetti di dentifricio i soliti noti … a partire dalla confessione a cui si rivolgono per finire ai soliti lobbisty al comando che si potevano spremere … lo stato sociale non si cura con le lacrime ma con le azioni: io temo che pianga perchè sa che la cosa non potrà mai cambiare … ma io sono nel mucchio e valgo meno di quelle lacrime, molto meno.
    Ciao e grazie per avermi ascoltato.

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