c’è chi piange e chi no

Mentre Monti ci chiede un impegno fatto di un percorso a ostacoli e l’Italia è alla svolta decisiva per rimanere nell’euro, mentre noi ci rimbocchiamo le maniche e proviamo a capire se andremo mai in pensione e se compreremo o no la nuova casa alla vigilia dell’ICI e dell’aumento delle rendite catastali, Elsa Fornero piange. Sicuramente sincera. Decisamente toccata. Però questa cosa mi ha infastidito non poco.

Voglio dire: fa parte dei ministri di un governo italiano di emergenza ed è donna, ha una laurea in ingeegneria, 59 anni, professore di Economia a Torino, avrei preferito vederle mostrare i denti stretti, lo sguardo deciso, le palle! Le lacrime le vedo un atto di debolezza, associate alla parola sacrifici ancora di più. Se lei piange, la vera povera gente cosa deve fare? E poi…. ho visto madri inorgoglite da figli partiti per paesi in guerra, stringere i pugni, madri che sicuramente piangono ogni sera nel letto. Donne di tutto il mondo piangere i desaparecidos.

Mi ricordo donne tipo Jacqueline Kennedy, che ha assistito all’omicidio del marito piegata per raccoglierne l’orecchio, come a rimboccarsi le maniche senza sciogliersi in lacrime. E Lady Diana con la vita in frantumi che portava sorrisi ai bisognosi. Ed Evita Peron la cui vita non fu facile ma io nelle sue immagini me la ricordo col sorriso. E Rita Levo Montalcini, sembra imbalsamata ma continua ad infondere positività. Questo avrei voluto vedere nel ministro.

Sarà l’educazione che ho avuto a piangere in privato, a mostrarmi forte, sarà che la sofferenza fisica e psichica l’ho provata, sarà che la TV ci ha talmente abituato a lacrime dozzinali e surreali di carrambate prive di sostanza, a programmi defillippiani e dursiani, che io preferisco chi non piange. Immagino che la mia posizione potrà destare critiche e disaccordi ma è la mia. E ve l’ho raccontata. Sorridendo, sempre.

D.I.

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5 pensieri su “c’è chi piange e chi no

  1. ho rivisto più volte il filmato e ho avuto reazioni alterne, a tratti mi ha dato l’idea di “umanità” cosa che in politica non è facile trovare, a tratti invece mi è sembrato fuori luogo se si pensa a chi davvero avrà il diritto di piangere – perchè le misure adottate ridurranno il potere di acquisto,allungheranno il periodo di lavoro ( mi sto ancora chiedendo come si può immaginare gente di 62-63 anni in un cantiere,in fonderia,o in una officina metalmeccanica), porteranno a maggiore precarietà – mi chiedo quanti posti occuperanno tutti questi pensionamenti rimandati.
    e devo dire che la sensazione finale, anche leggendo e vedendo alcune foto dei giorni post- pianto, mi fanno pensare a qualcosa di costruito,di studiato e di conseguenza mi è davvero sembrata una mancanza di rispetto in particolare nei confronti di quelle donne che davvero sanno cosa voglia dire “sacrifici” e che da madri,nonne,mogli vivono un presente di incertezze e un futuro di timori e ulteriori sacrifici.Io stesso vivo il pianto come una cosa”intima” ,come qualcosa da sfidare a fronte di ostacoli e difficoltà, il pianto televisivo della Fornero mi è sembrato poco degno per il contesto è più simile ad una puntata di c’è posta per te o di una buona domenica qualsiasi.

  2. Perché le lacrime devono essere necessariamente un segno di debolezza? Non tutte reagiscono come la Kennedy, Lady Diana, Evita Peron&co…ma non per questo sono meno combattive o propositive. C’è appunto chi piange…e chi no 🙂

  3. A primo colpo, ho provato la stessa reazione che leggo. Poi, mi sono anche chiesto se fossero proprio spontanee o meno quelle lacrime. Al fine, sono però giunto ad una conclusione del tutto personale e che forse potrà sorprendere. Propendo che il ministro sia stata sincera, e sia crollata proprio all’idea di dover annunciare la vera natura insita del provvedimento dove ha ceduto: la deindicizzazione delle pensioni sopra 900 €. Provvedimento che in pratica è di inaudita e cruda violenza sociale sommersa.
    Sopprimere la indicizzazione per un biennio alle pensioni, in pratica credo corrisponda, se riprende a correre la svalutazione dell’euro nostro interno come già ha ripreso a correre, a ricondurre tutta la platea delle pensioni medie italiane a 900 € di effettivo potere d’acquisto. Per molti anziani, non trafficati né trafficanti, soprattutto se soli, potrà coincidere con ritrovarsi inaspettatamente oltre la soglia personale di sopravvivenza. Sommandosi a tanti altri balzelli, non ultimo quello di ritrovarsi in affitto del Fisco a casa propria, con l’Ici sulla prima casa.
    Giova infatti ricordare che i salari italiani sono stati annientati proprio nello stesso modo all’avvio nostro nell’euro.
    Se poi consideriamo che quel massacro previdenziale, la sostanziale riconduzione delle pensioni normali a pensione minima sociale, è stato di fatto girata a garanzia Statale sulle obbligazioni emesse dalle nostre banche private – che lo steso decreto infatti prevede zitto zitto – allora mi sono detto che il Ministro Fornero forse è stato l’unico essere umano in quel club di tagliatori professionali. E che, mi piace pensare, si sia vergognata del Governo di cui si trova a fare parte. Se questo fosse vero, avrebbe tutta la mia comprensione. E rispetto.

    • Ha la mia comprensione e il mio rispetto. Non credo si sia vergognata del governo di cui fa parte, o non avrebbe accettato di aderirvi. Mi rendo conto che son punti di vista… 🙂

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