senta, ma col naso come siete messi?

Ci son cose, nella vita di ogni mamma, che si ripetono con una ciclicità quasi imbarazzante. Il passaggio dal pannolino taglia uno a quello taglia due, per esempio, che coglie sempre a sorpresa e con effetti speciali spesso dotati di forma, colore e odore particolarmente diffusi e poco invitanti.

Oppure, il famigerato momento della scelta del biberon.
Sì, perchè si fa in fretta a dire “biberon”. In realtà, c’è ben altro, oltre al suddetto termine vagamente francofono.
L’altro giorno ero in un negozio di puericultura e l’ho vista.
Avvicinatasi con aria sparuta e timida all’espositore delle tettarelle, la creatura in questione (chiaramente neomamma alla prima, disarmante esperienza!) ha cominciato a soppesare con lo sguardo la pressochè infinita gamma di ciucci di gomma, tette di plastica, ammenicoli e oggettucoli vari fatti di materiali che – fino a quel momento – aveva sicuramente sempre e solo associato a pratiche sessuali particolarmente estrose.
Lo ammetto, ho fatto orecchiette pelose e ho ascoltato il dialogo che ha poi intrattenuto con l’amica, venuta a sostenerla nello shopping per il pupo.
“E quella che è? La tettarella?? Ma non la vendono assieme al biberon?”
Eh no, cara. Il biberon è una cosa. La tettina n’altra. E – indovina – se vuoi ti vendono pure il tappo e le maniglie a parte.
“E perchè quella è gialla e quella è trasparente? Oddio, e quella è BLU!”
Gialla perchè è di sano, vecchio e rassicurante caucciù. Fa tanto anni settanta, ma dietro l’apparenza vagamente hippy nasconde un terrificante segreto: può diventare ricettacolo di germi e batteri e dare intolleranze e allergie al bebè.
Quindi: caucciù bocciato.
Trasparente perchè è di silicone. Fantastico, elastico, robusto silicone puro e indistruttibile. Duro quanto la tetta di una capra di montagna, ma resistente agli urti. Peccato che il bambino non sia altrettanto resistente. Bocciato anche il silicone.
E poi c’è lui, quello strano. Il lattice.
Ohi! Signorine! Ho detto “lattice”, ma sto parlando di oggetti per bambini!
Voglio dire, per quando i bambini li si sono già fatti! Non correte a scandalizzarvi.
Il lattice emula il caucciù, con la sua colorazione ambrata e calda, ma mantiene la sinteticità del silicone.
Morale: nè carne, nè pesce. Na chiavica, insomma, che non avrà nè vantaggi nè particolari pregi in virtu’ dei quali optare una scelta.

E poi, ci sono i numeri. Tettarella foro uno. Foro due. Foro tre. Foro a stella, a cuore, a quadro, a monaco tibetano e a brugola.
Piu’ che un biberon, vi parrà di comprare un’attrezzatura per riparare la vostra auto.

Proprio quando la fanciulla aveva optato per una scelta (per pudore vi dirò di non aver voluto guardare l’oggetto in questione, manco fosse stato un vibratore a sette impulsi) è arrivata la sedicente commessa che ha posto l’annosa domanda: “Ma scusi, e per il nasino come siete messi?”
La neomamma è sbiancata.
“Beh… sta bene. Ne ha uno. Rosa. Piccolino. Ce l’abbiamo, insomma, siamo a posto, grazie.”
La commessa ha riso, e tirato fuori un arsenale di oggetti che -fossimo stati nel medioevo – sarebbero tranquillamente sembrati strumenti di tortura.
“Prima deve pulire il nasino iniettando (iniettandoooo???) la soluzione fisiologica con questa pompetta. (Pompettaaaaaa???????) Poi, tenendo il bambino fermo (e certo, perchè nel frattempo non avrà già tentato otto tuffi carpiati dal fasciatoio per evitare la pompata galattica) con questo aspiratore va ad aspirare il muco trasportato dalla fisiologica. (Aspiratore??? Muco??? Pompato???????).
Gli occhi della neomamma si sono velati di pianto.
“E questo ogni quanto lo devo fare?!”
“Ah, tre, quattro o cinque volte al giorno, naturalmente.”
Sostanzialmente, la poveretta è uscita dal negozio con una scorta di tettarelle di ogni forma, numero e colore e un paio di litri di fisiologica.
L’aspiratore no, non l’ha voluto comprare.
Per certe cose ci va un coraggio da leoni, e la forza di una capra di Biella.

R.B.

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2 pensieri su “senta, ma col naso come siete messi?

  1. Veramente bello questo post! Stavo giusto pensando all’aspiratore nasale, proprio ieri ne ho visto uno AUTOMATICO…. decisamente inquietante! In questo caso sì che ci vuole coraggio!

  2. Lei probabilmente non immagina in che incubi simili sia finito un neo padre che voleva collaborare: con le tettarelle sono letteralmente impazzito sul calibro dei fori, fino a giungere al primitivo ago incandescente, naturalmente per aprire una voragine e correre trafelato, prima che chiudesse, alla Sanitaria.
    Leggo di Bimbo e Libro su ottobre. Ignoro se sia dell’anno in corso o del nuovo. E, comunque, un in bocca al lupo per entrambi i risultati della sua creatività. Complimenti.

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