il conto, prego

come andar via senza pagare

se pensate di trovare tecniche, strategie, trucchi per farla franca, avete sbagliato post.

io non riesco a non pagare volontariamente, molto più spesso qualcuno paga al posto mio, o grazie alla mia faccia da schiaffi sono ospite e mi viene risparmiato lo scucire quei pochi spiccioli che di solito ho in tasca.

è indubbio però, che in ogni caso il conto si paga sempre, anche quando non lo si è pagato con il tintinnio della vil moneta. la vita in tal senso segna e poi passa a riscuotere.

accade anche nei rapporti, soprattutto nei rapporti con gli altri, che di norma il conto lo si paghi nel tempo, e lo si saldi versando importanti interessi. sono quei momenti in cui nessuno proporrà di onorare il debito al posto tuo, e dovrai fare i conti, quelli veri, con i debiti che hai contratto con la vita.

quando la vita ti ha concesso credito, ti ha dato buoni sconto e ingressi omaggio, riduzioni e prezzi di favore, ti ha fatto risparmiare e ti ha offerto pasti gratuiti, bisogna sempre ricordarsi che tutto si paga, prima o poi.

bisognerebbe, magari, accantonare la somma risparmiata per quando verrà il tempo in cui qualcuno passerà a riscuotere. oppure si può fare orecchie da mercante, incassare il premio e rimandare il momento in cui si dovrà pagare.

cosa ben peggiore è sciupare il credito che qualcuno ci fa, ovvero tutte quelle volte in cui la gente ci offre fiducia e ripone in noi aspettative. quello è il conto più intangibile e, allo stesso tempo, più oneroso.

del resto, nella vita le montagne non si incontrano, ma gli uomini si.

conosco gente che non fa debiti, che non chiede sconti, e non cede a compromessi. quella è la gente libera, che non ha paura, che non teme il tempo, che merita il mio rispetto.

quelli che non hanno mai pensato di alzarsi dal tavolo e andar via senza pagare.

buona domenica.

A.R.

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Un pensiero su “il conto, prego

  1. Condivido interamente e completamente. Personalmente, nel mio piccolo armamentario delle convinzioni personali, ci colloco, e nel bel testo di riflessione che leggo creda forse rimanga anche esso come sottinteso, quello che chiamo la Regola del Pendolo.
    Mi spiego. Sono stato sempre convinto che “tradire” la fiducia che altri ti hanno riposto, ti espone alla contro risposta di ritorno. Appunto il Pendolo. Che ritorna sempre dove parte. Possono passare mesi, oppure decenni, ma ritorna. Sempre. E immancabilmente in faccia a chi lo lancia. Questo mi dicono anche le mie personali piccole esperienze personali. Perché non ne rimaniamo allora tutti consapevoli, di quello che leggo, e anche di quello che io dico? forse perché la variabile del ritorno, che sia pendolo, o che sia conto, è appunto molto variabile.
    Vatti a ricordare, infatti, cadendo in una buca magari venti anni dopo che è il ringraziamento per un tuo sgambetto ingiusto di venti anni prima…
    Molto bello, il testo che ho potuto leggere.

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