Capitolo 3

Martedì – Invidia

Con una presenza meno ingombrante di Accidia, il Martedì, essendo anche andati a letto presto il Lunedì sera (o sbaglio?), porta con sé un risveglio meno traumatico. Non dico certo che ci svegliamo con un sorriso smagliante, ma almeno non mandiamo subito tutto a “Fan culo!”.

In cucina c’è il caffè, la nostra metà ci fa le coccole mattutine spontaneamente (si spera meno Accidia anche per loro), allo specchio non ci vediamo come un morto vivente, e siamo quasi persuasi, che non sarà poi così terribile un altro giorno di lavoro. Del resto, abbiamo già superato il Lunedì. Siamo quasi certi di potercela fare di nuovo. Quasi.

Ecco che allora accendiamo la Tv. Siamo quasi di buon umore, e puntuale si presenta la Viziosa del giorno. Invidia. Quel giornalista che proprio ci sta sullo stomaco, lancia un servizio di gossip sull’attore di turno e la sua recente fiamma. Ovviamente è una Femmina, di quelle con la F maiuscola. Tutte le F maiuscole. Chiaro? Una che per definirla, ci vorrebbe il paginone centrale di una rivista per soli uomini. Ai sensi della legge sulla parità dei sessi, mi corre l’obbligo di dire che vale lo stesso anche per le donne, ovviamente a ruoli invertiti. Una vocina nella nostra testa ci sussurra qualcosa, qualcosa che suona come “Bastardo…!”, a denti stretti, però, in fondo siamo pur sempre gentleman. Reso l’idea? Già, l’Invidia è lì accanto a noi, pronta a chiudere la nostra bocca, aperta – anzi spalancata – manco fossimo branzini morti. E continuiamo “…è ricco, affascinante e strafighe da urlo, proprio un Bastardo.”  “Con la B maiuscola.” “Solo quella.”, aggiungeremo dopo.

Siamo stati risucchiati anche oggi nel vortice del peccato, non pensiamoci su troppo, in fondo questa è la vita. Cerchiamo di evitare di rodere troppo, e in quell’istante la nostra metà viene fuori dal bagno, con indosso un accappatoio XL rosa shocking, i bigodini in testa, e le pantofolone con la faccia di Topolino a destra e Minnie a sinistra. Lentamente ci passiamo una mano sulla faccia, cercando di portar via anche tutte le cose che ci stanno passando per la testa, poiché non sono esattamente ripetibili.

Andiamo noi in bagno, allora: lo spettacolo certamente non migliora. Ci guardiamo allo specchio, nella nostra intera nudità. Che schifo! Ventri flaccidi, maniglie dell’amore, peli sulla schiena, sopracciglia folte, setole al naso, denti gialli: siamo proprio messi male (scusate il tono iperbolico, ma era funzionale a rendere l’idea), e stiamo lì ancora a chiederci come faranno, quei Bastardi della tv, a essere così perfetti. Ovvio, tutto merito del fotoritocco. Noi almeno siamo genuini. Fortunatamente siamo riusciti a tenere l’Invidia fuori dalla porta del bagno. Del resto, un po’ di privacy ci deve esser pur concessa. Recuperata un po’ di autostima, salutiamo quello allo specchio e ci abbigliamo cercando di migliorare giusto un po’ l’immagine complessiva che diamo di noi.

Solo così con mente serena prendiamo la strada per il lavoro. È la quiete prima della tempesta. Ecco che si consuma il dramma! Nel nostro stesso istante, quasi avessimo concordato un appuntamento, arriva il nostro collega. Si lui, quello che odiamo con tutti noi stessi (del resto l’odio non è un vizio, quindi si può), che parcheggia proprio accanto alla nostra Punto la sua nuova BMW 320d blu notte e per di più cabrio. Sentiamo un rumore sordo. Sono i nostri gioielli che non reggendo il peso del confronto, si staccano, e ci cadono tra le gambe, come due piccole uova di quaglia. Mentre lui, con sorriso a trentasei denti ci saluta con un cenno della mano, proprio quella da cui pende il ciondolo portachiavi BMW, e con una lievità, che manco stesse camminando a un metro da terra, ci lascia lì, con la bocca branzino-style, a dire più a noi stessi che a lui “…Bastardo!” Invidia, a quel punto, scende dalla macchina, ci fa riappacificare le labbra tra loro, e ci mette una mano sulla spalla. Ci fa coraggio, dopo averci rosicato. Ci bisbiglia all’orecchio “…chissà quante rate dovrà pagare; per non parlare del mantenimento, assicurazione, carburante, tasse”. La cosa però non mi fa tanto felice. Sono convinto che se io non dovessi mantenere la mia dolce e amata (…Bastarda pure lei!) metà, potrei mantenermi anch’io quella macchina, e mi resterebbe pure qualcosa per un week end al mese in una capitale straniera.  La magra consolazione è che il nostro collega è single. Quanto siamo fortunati noi che al mattino e a sera abbiamo qualcuno che ci tiene caldo il letto. Invidia non perde l’occasione per mettermi una mano sulla spalla e sussurrarmi “…d’ora in avanti con quella macchina, pur rimanendo single, avrà anche lui a mattina e a sera qualcuna che gli terrà il letto caldo: soprattutto, qualcuna sempre diversa.” Mentre rimuginiamo su tutto ciò, siamo giunti al nostro posto di lavoro.

Guardiamo la foto della nostra dolce metà, e lì troviamo la forza di dire “…Almeno ho lei che mi ama!”. Non facciamo neanche in tempo a terminare il pensiero che la nostra cara amica Invidia ribatte “…Almeno lui ne amerà tante, e nessuna di loro pretenderà che si ricordi anniversari, ricorrenze, compleanni, giorni speciali…” Dobbiamo ammetterlo, Invidia è una brutta bestia, e noi non facciamo altro che dimenticarlo. Come se avessimo un pit-bull e lo aizzassimo contro noi stessi. Ricollegato il cervello, e rimosse le immagini della fidanzata seminuda dell’attore che tanto detestiamo, oltre che della Bmw del collega, ci mettiamo a lavorare.

Neanche trascorsa mezz’ora che ecco il lampo di genio. Con un abile lavoro di copia e incolla, tirato fuori il nostro biglietto elettronico di quel nostro famoso ultimo viaggio (oltre che risalente al secolo scorso) gelosamente custodito nelle e-mail, lo trasformiamo in un biglietto per un week-end per due persone a Parigi. Con l’aiuto di Invidia, lo lasciamo a far bella mostra di sé proprio accanto alla macchina del caffè. Cinque minuti e il gioco è fatto. Il nostro collega, si lui, proprio lui, quello, Signor 320d, se lo ritrova tra le mani assieme al caffè macchiato, e non può fare altro che venire verso noi, porgercelo e farci i complimenti per il bel viaggio che ci siamo regalati (e lì noi a godere come cinghiali).

A quel punto, e solo a quel punto, possiamo ricambiare, congratulandoci con lui per la sua nuova macchina (mentre dentro noi una vocina rende il nostro vero pensiero “…Bastardo!”). Invidia, che fa le cose per bene, ci riserva la notizia più bella che avessimo mai potuto ricevere. Il nostro odiato collega, ci confessa che la macchina non è sua, bensì del cognato, giacché la sua è dal meccanico perché ha fuso il motore. Godimento estremo. Questo si che sono belle esperienze.

Provatemi a dire, ora, che Invidia è male. Per chi come noi l’ha conosciuta, non resta che dire, che è mille volte migliore della fidanzata di plastica di quell’attore con il fondotinta. Ora si che siamo in pace con noi stessi. Oserei dire che il Martedì si può addirittura fare a meno degli altri vizi. La settimana volge per il meglio. Santi peccati capitali!

A.R.

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capitolo 1

capitolo 2

capitolo 4

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