la bugia sulle nuove taglie

Come per incanto eccomi tornare su queste pagine per poter ancora interagire insieme a voi e sapere la vostra.
La mia attenzione dopo aver comprato una rivista e seguito in rete alcuni commenti e articoli è caduta sulle nuove taglie.
Il mondo cambia e la donna anche!!
E così mi trovo a guardare Victor Victoria in replica con l’ospite d’eccezione Renzo Rosso, fondatore e proprietario del marchio “Diesel”, che afferma come da oggi in poi troveremo sul cartellino dei nostri jeans e abiti un cartellino miracoloso!!

Wow…esclamo tra me e me!!
Una magia? Che finalmente il mondo della moda si sia accorto anche di noi donne normali? Finalmente smetteremo di deprimerci davanti ad una vetrina immaginando di essere come la modella che nel suo sguardo fiero e un sedere da urlo fa la reclame sul manifesto!!
In realtà questa fantomatica “magia” altro non è che una burla, l’ipocrisia fatta persona!! Il mitico cartellino descrive una taglia che ci fa ingerire la pillola amara con la dolcezza di una presa in giro poichè vedremo una 46 camuffata da 42, e tutto per farci stare meglio, per farci pensare: “Cavolo anche io da oggi posso indossare una 42, magra così non lo sono mai stata”!!
Poi sfoglio una rivista e cosa ti trovo? un articolo dove si afferma che la 46 degli anni ’50 oggi è una 42, “per farci sentire più magre e più belle senza ossessioni”…!!

E’ vero si che il corpo delle donne è cambiato negli anni, si è modificato, vita meno sottile e spalle larghe (per via della vita che facciamo oggi, soprattutto dedicata allo sport), ma mi chiedo se sia giusto applicare una cosa simile!!

Il Cad Modelling Ergonomics di Firenze sta svolgendo degli studi e dei censimenti in tutta Italia per studiare meglio il corpo della donna, in modo tale da poter confezionare abiti per persone vere. Si dice che l’ossessione per la linea e la taglia sia nata a causa del prét à porter, dedito soprattutto alle fashion victims, ma non dimentichiamoci che oggi nella moda si fanno spazio sgomitando le cosidette “curvy”, donne oversize che ricordano le maggiorate degli anni ’60 come le prorompenti attrici di casa nostra, ricordando ad esempio una Sofia Loren, una Gina Lollobrigida e la Dolce Vita dei tempi andati…ma questa è tutta un’altra storia!!

Kiss & Love

L.G.

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3 pensieri su “la bugia sulle nuove taglie

  1. hai proprio ragione caro amico, l’uomo ormai segue le tendenze trasformandosi in prodotto mediatico e modaiolo, ricordate le sfilate in cui uomini androgini e non indossavano le ballerine??le piume?le gonne…i fru fru??…io da donna che segue e fa la moda (nel mio piccolo) non approvo, l’uomo dev’essere tale, senza fronzoli…e se si presenta con il petto villoso, l’imperfezione muscolare e con l’alone sotto l’ascella…(ma che profumi di pulito per carità) anche meglio!!!

  2. giuri di tacere, ma come si fa verso una così condivisibile esposizione. Care amiche, quale è il potere dominante nella società anche italiana? Il resto tutto si tiene, e la donna pertanto viene confezionata come meglio pare. Meglio se con senso di colpa, o mortificata nella sua natura. Avete presente le donne giraffa sfigurate per altrui consumo ed uso? Uguale credo il criterio, anche tra grattaceli. Se poi ci scappa l’anoressica, che equivale a induzione al suicidio, una di meno?
    La minigonna arrivò perché le donne, tutte assieme, non ne passavano una alla Tendenza dominante del momento. Il bello è che in questo “tritacarne” mediatico ci sta finendo adesso anche l’uomo. E non ce ne siamo ancora accorti. Quando si dice chi se le cerca….
    mario staffaroni

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