pensieri a manovella

Strana la vita, quando le certezze si danno la mano e scappano via

Elisa si è sempre fidata delle sue sensazioni, donna di forte temperamento, ha sempre seguito le sue convinzioni, senza curarsi di ciò che stava tralasciando

Ha sempre creduto che ciò che aveva dato e costruito nel corso degli anni, sarebbe bastato agli altri per capirla: per capire che stava attraversando un periodo di cambiamenti, di forti incertezze e difficoltà. Cambiamenti necessari e voluti, ma non per questo meno dolorosi. Per lei, come per le persone che le stavano accanto

Elisa respirava a malapena ed il fumo sgradevole che percepiva cominciava a prendere forma. La sua testa era diventata una pentola a pressione, pronta ad esplodere

Aveva tirato troppo la corda, è vero, nel passato aveva fatto sempre di testa sua.

Stai attenta, stai attenta, stai attenta, chi ti circonda non ha la pazienza che ti aspetti, non puoi sempre fare di testa tua, cerchi pazienza quando tu non ne dai

Confusione, tanta confusione, ma Elisa doveva tenersi forte, non si doveva perdere. Non poteva permetterselo La gente, chi è la gente?

Ricordava sua madre e le sue raccomandazioni: Stai attenta alla gente, all’occhio della gente, non fare parlare la gente

Ma chi è la gente ? si ripeteva e soprattutto si chiedeva, la gente vive con me, si muove con me, abita dentro di me, si interessa di ciò che penso, conosce il mio passato, ha idea delle mie reazioni di impotenza, si accorge delle lacrime che verso, gioisce con me quando sono felice ?

Elisa pensava alla parola “rispetto”

E’ possibile che in tutto questo marasma ne avesse dimenticato il significato ?

Lo pretendeva, ma bruciava quello degli altri

Sei cambiata, non sei la stessa, vivi nel tuo mondo, la vocina si prendeva gioco di lei.

Aveva l’impressione che anche il muro bianco che aveva visto mille volte di fronte alla sua scrivania, cominciasse a bisbigliare, a guardarla con aria sospetta.

Elisa si stava chiudendo, sapeva che il suo carattere l’avrebbe portata ad estranearsi dal mondo e a non fidarsi nemmeno delle sue stesse parole

I rumori dei suoi pensieri diventavo sempre più assordanti, la musica che aveva dentro le orecchie non riusciva a coprirli

Elisa

Hanno ragione, hanno perfettamente ragione

Sei giudicata per quello che fai, non per quello che hai dato e sei stata capace di dare

Ed è giusto, Elisa lo sapeva

Che poi, si parla tanto di libertà, ma non si è mai veramente liberi

Ed è anche facile dare la colpa agli altri, dei propri sbagli, è più comodo, fa meno male

E’ facile dare la colpa agli sbagli dei propri genitori, ai vuoti della mente, ai vuoti dello spirito, è comodo

Elisa non era sua madre, Elisa capiva che doveva ricominciare da quelle poche certezze che le rimanevano Rimboccarsi le maniche ed andare avanti per le stesse convinzioni che l’avevano portata fin lì

Ma erano giuste quelle convinzioni ? Nessuno poteva risponderle, quando aveva la netta sensazione che chi le stava accanto avesse già decretato la sua lenta discesa

Stai andando alla deriva ma è un cammino necessario

Elisa che cosa vuoi, cosa vuoi tu ?

Lascia stare gli altri e cosa pensano di te, lascia stare è tutto solo frutto della tua testa, nessuno ti punta il dito, sei tu che te lo stai puntando da sola

Elisa cosa vuoi, cosa vuoi tu ?

Io non sono sola, ma sto facendo come se lo fossi

Elisa fermati, quando fai così distruggi tutto, la vocina che albergava in lei le ripeteva

Devo uscire, devo uscire da qui, il muro sopra la mia testa sta scendendo e mi schiaccia

Fai tutto tu, la stessa vocina le ripeteva, fai tutto tu e non pensare che così risolvi qualcosa

Basta io non ti sento hai capito, non strillare dentro di me, stammi lontano

Elisa ripensava alle volte che nel passato si sentiva così

E come aveva fatto, per uscire dal buco nero? Aveva messo delle pezze, sì. Aveva messo delle pezze ben cucite

Ora non aveva più ago e filo

Ed era nel frattempo diventata grande, troppo grande per chiudersi in una stanza e far passare il temporale ficcando la testa sotto il cuscino

Troppo grande per infilarsi due dita in bocca e fare uscire da lei le insoddisfazioni accumulate

Si sentiva ancora piccola, ma era grande, e la vocina cominciava a stare zitta.

C.M.

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Un pensiero su “pensieri a manovella

  1. bel post davvero molto piacevole la lettura….e a tratti ho riconosciuto me stessa e sempre a tratti sono d’accordo con le valutazione di Elisa…..brava…dolce sera!

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