le donne accorciano le gonne

e gli uomini si aggiungono centimetri

io l’ho sempre detto: è tutta questione di misure. di pelle che si scopre, di lunghezze che si adeguano, di numeri che aiutano al conseguimento del risultato.

ci sono donne che se la tirano e la portano per le lunghe, altre che vengono incontro e saltano convenevoli e preliminari; uomini che urlano e dettano la legge del più forte, e altri che bisbigliano e non arrivano mai al dunque. e c’è sempre qualcuno che usa le mezze misure.

gli estremismi sono qualcosa di deleterio agli occhi della media delle persone, gli estremisti accusano chi media di essere senza coraggio perché evita lo scontro e la lotta d’ideale.

gonna lunga, tacco vertiginoso. estremismo

pantalone largo alla caviglia e ballerina. estremismo

automobile di cilindrata abnorme, e tasche piene di sassi. estremismo

l’equilibrio non esiste, solo compromessi.

gli uomini fanno a gare nelle dimensioni e le donne pure.

è tutto un competere, uno sfidarsi su campi di battaglia che non sempre assegnano prestigiosi trofei. tutto un urlo, un delirio di onnipotenza impotente, di repressa cultura del contendere.

io non ne vedo i vantaggi. la lotta per la sopravvivenza è qualcosa che non appartiene alla nostra epoca. tutti si vive con una discreta aspettativa temporale, perché aggravare quest’esperienza di una nervosa rincorsa al primato?

in termine assoluto nessuno sarà mai migliore di un altro, bensì sarà diverso. evviva la diversità!

offendere chi non è come noi, svilire chi non condivide i nostri “ideali” non genera un mondo migliore.

il messaggio che passa troppo spesso è: io sono (d)io e tu non sei un cazzo di nessuno!

io sono io, e sono felice che tu sia tu: sarebbe tutto più semplice.

non si assisterebbe a scene di donne che si tirano per i capelli, o che si danno della zoccola, non ci si schianterebbe con bolidi lanciati a folle velocità per le curve della vita che ha perso i segnali stradali.

a guardare la gente dall’alto verso il basso lo si può fare anche finendo impiccati all’albero della propria ammirazione.

fermatevi un attimo prima di stringere il cappio. si vive meglio tra la gente che penzoloni da un ramo.

A.R.

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