io mi prometto

ma non posso prometterti.

Things I’ve promised to myself:

that I would be good!

[That I would be good – A. Morisette]

(Le cose che ho promesso a me stessa: che sarei stata bene!)

Le uniche promesse che non dovremmo mai infrangere sono quelle che facciamo a noi stessi, forse le uniche che dovremmo fare in realtà.

Io ho promesso molte cose a me stessa, non sempre sono riuscita a mantenerle, ma quantomeno ho evitato di deludere le aspettative di un altro, al di fuori di me, che aveva riposto nelle mie promesse la sua fiducia.

Ciò non toglie che ho fatto molte promesse agli altri, alcune delle quali non sono riuscita a mantenere e che (per come sono fatta io), hanno generato in me sensazioni non proprio piacevoli.

Il punto non è tanto mantenere o meno le promesse, ma rendersi conto che in qualsiasi caso, ciò che a volte diciamo, anche con la più assoluta convinzione, pone dei limiti alla nostra libertà futura e inevitabilmente influisce su quella degli altri: la loro libertà di credere, una linea sottile che si consuma ogni qual volta qualcuno non mantiene la promessa fatta.

Per questo sono fermamente convinta che non bisognerebbe mai promettere.

Qualcuno potrebbe pensare che si tratta di una forma di coraggio e nel caso in cui le promesse vengano a mancare, si manifesti una mancanza di responsabilità, come se la persona che abbiamo di fronte non fosse tanto importante da meritare il nostro impegno e la nostra sicurezza.

E invece no.

Sono giunta a queste conclusioni nel modo più facile che mi riesce quando ho dei dubbi su cosa sia meglio fare:

fai quello che vorresti gli altri facessero a te.

Una sorta di riadattamento del “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”.

Magari quello che va bene per me, non andrà bene per un altro, ma dal momento che i desideri degli altri spesso sono ignoti anche a loro stessi, non rimane altra soluzione, potremo comunque dire di aver agito in buona fede.

E tanto per restare in tema, io non voglio promesse, non voglio dovermi trovare nella condizione di riporre la mia completa e totale fiducia in qualcuno solo perché mi garantisce hic et nunc che le cose saranno esattamente come mi dice, non è una questione di cinismo, ma una maniera per tutelare me e la persona che ho di fronte.

Siamo talmente mutevoli (ed è giusto che sia così) che ciò che pensiamo vada bene oggi, magari non andrà bene domani. E io non mi sento in diritto di prendermela con qualcuno, che in seguito ad una promessa cambia idea, perché rispetto la libertà di scegliere ogni qualvolta lo si voglia, non solo quando fa comodo a me; in fondo sono io la prima a cambiare continuamente, a crescere e riscoprirmi diversa con esigenze e bisogni altrettanto diversi, come non aspettarmi lo stesso dagli altri? Come permettere di interrompere questo processo naturale evolutivo per una promessa che mi è stata fatta, per non deludere le mie aspettative?

Quel tanto ambito “per sempre” lasciamolo alle favole.

E per concludere, mi permetto di rubare una frase che esprime concretamente ciò che penso:

Preferisco un sincero “ti ho amata tanto” ad un incerto “ti amerò per sempre”.

A.F.

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