verrei con te in capo al mondo

ma all’altare no

visto che oggi ne parla anche il papa, perché non perdersi nel dedalo di teorie per cui il matrimonio tradizionale, di rito cattolico si intende, è diventato qualcosa di ambiguo?

esatto, ambiguo. di doppia lettura, insomma. sento sempre più spesso dire che il matrimonio non è qualcosa di fondamentale, basta star bene insieme e rispettarsi, condividere la propria vita e fare figli, magari. di solito a parlare così sono gli uomini, e alle volte anche le donne.

quando però si prende l’argomento si scopre che la donna in realtà è ancora fortemente legata al vincolo del matrimonio, come formalità o clichè sociale, ma comunque come passo fondamentale della propria vita.

il matrimonio significa stabilità, riconoscimento di uno status, e diritti e doveri chiari e definiti. un accordo sancito per legge, e contratto agli occhi di Dio. mica poca roba.

la crisi economica, la mancanza di certezza sociale, e la difficoltà per i giovani di determinarsi quali adulti, come è stato per i nostri genitori, spinge in avanti il traguardo del matrimonio. fino a che poi non diventi perfino mai

piuttosto allora si viaggia, se si può, anche per qualche giorno, si finge di essere coppia con un tempo determinato, per poi tornare alla vita reale, fatta della propria cameretta e della casa dei genitori. l’evoluzione più immediata di un rapporto di coppia in convivenza, è quando uno dei due vive da solo. è facile per l’altro farsi ospitare con frequenza sempre crescente, finché la frequenza assume i toni della quotidianità. che sposarsi a fare allora? si vive insieme, ma non si hanno obblighi. si dorme insieme, ma non si hanno conti in comune. si sta insieme, ma si è responsabili separatamente.

papa ratzinger dice: sposatevi e fate figli. ma dimentica di analizzare quanto costi quest’operazione in termini socio-economici,  e omette di fare un esame di coscienza sul perché la società di oggi, voluta da tutti questi ottuagenari asettici, non consenta un percorso di vita che contempli la realizzazione di uomo e donna nella loro singolarità come valore aggiunto della comunità. per non parlare della responsabilità di crescere figli nella società che viviamo e che tutti noi sappiamo quanto sia corrotta e poco affidabile.

credo che sia già un gran risultato che oggi due persone trovino il coraggio di stare insieme e affrontare la vita uniti da sentimenti sinceri e onestà, che a prescindere dal sesso due individui si tengano per mano e percorrano insieme quanta più strada possibile del loro cammino, che si ritrovi il giusto equilibrio tra essere e vivere.

dimenticavo, gli uomini si sposerebbero pure, ma hanno troppa paura del dopo. perché pare davvero che sempre più spesso il matrimonio sia la tomba dell’amore. meditate donne, meditate.

A.R.

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