verginità

peso, dono o arma?

Potreste mai aspettarvi che da una chiacchierata serale senza pretese davanti a un drink e qualche amico, possa nascere uno di quei dibattiti così accesi da lasciare la scia dentro la vostra memoria per i giorni a seguire?

Ebbene, se la risposta è no, forse non avete mai preso questo argomento: cosa fa di una ragazza una poco di buono? il fatto di concedersi al primo appuntamento, forse? perché, in tal caso, il maschio che ci prova al primo appuntamento non passa per un cattivo ragazzo?

E da qui il passo è breve: sesso, giovane età, verginità.
Ma oggi, al di là dei luoghi comuni, come viene considerata questa-cosa-senza-colore-forma-consistenza, chiamata Verginità?

Direi che andando per sommi capi, oggi (sottolineando sempre che il punto di vista è strettamente personale) si potrebbero distinguere 3 tipologie di donne, catalogate a seconda di come subiscano o sfruttino questa benedetta (o maledetta) Verginità.

1. Il primo stereotipo che mi salta in mente è la donna che ricorda poco e in maniera confusa cosa significa essere vergine, visto che lei la sua verginità l’ha persa molto, molto presto, da adolescente, magari col primo sbarbatello munito di apparecchietto per i denti che ha provato a farla sentire Donna piuttosto che la ragazzina che era. Del resto lei, ci aveva fantasticato già così tante volte, sui film, sui libri, che non vedeva l’ora potesse arrivare anche per lei quel momento; poco importava poi se fosse accaduto su un rottame con quattro ruote, o in uno scantinato, l’importante era sbarazzarsi di quell’orribile peso, nella speranza di essere la prima a poterlo raccontare fiera alle amiche, o per lo meno di non essere l’ultima!

2. Per ogni medaglia, si sa, c’è sempre il suo risvolto, e così se lo stereotipo più comune è la ragazzina che sente la verginità come un peso, d’altro canto c’è una nutrita schiera di ragazze che vanno a comporre le fila di quell’altro stereotipato genere: le ragazzine virtuose. Per loro la Verginità è un Dono: non è una semplice parolina astratta,ma è un modus vivendi,un termine pregno di significato e importanza. Sono cresciute così, sono state educate con affetto e autorità, sono considerate da sempre “brave ragazze”, sono quelle che, per intenderci, non sono né troppo né troppo poco, a mio avviso un pò tiepidine, ma solo a mio avviso tranquilli. Sanno che il Dono che possono fare non va sprecato col primo che incontrano, e forse un pò inconsciamente sono alla ricerca perenne di qualcuno all’altezza di “farsi carico del dono”, cercano la stabilità e la reciprocità del sentimento, vogliono quasi un riconoscimento, un pò di gratitudine per aver sacrificato qualcosa di molto importante.

3. La storia si fà più complessa se, complici le madri o complice l’età che man mano rende tutti un pò meno smaliziati, questo Dono prezioso che viene considerato la Verginità nella seconda categoria, si trasformi lentamente in una affilatissima lama, la lama di un coltello che la donna sa di tenere per il manico e con il quale crede (ingenuamente dite?), di poter far fare all’uomo tutti i salti mortali, i giuramenti e le promesse che ritiene utili e degne della sua preziosa concessione. Avete capito bene, in men che non si dica la Verginità da valore diventa merce di scambio, e se pensate che stia esagerando, leggete qualche notizia recente di chi ha messo all’asta sul web la propria “presunta” purezza.

Per altre informazioni sulla Vergine, ripassate a fine Agosto, vedremo quale sarà l’Oroscopo del segno.

G.G.

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