un posto nel mondo

Un’altra strada da sbagliare…e andare a fondo, a fondo per cercare.

[G. Nannini – Pazienza]

Se perdere la strada durante il viaggio è una sfortuna, dimenticare il motivo del viaggio è un destino ancora più crudele.

 Quante volte vi è capitato di perdervi?

Io non le conto più, basta la minima distrazione per sbagliare strada, un segnale non visto, un consiglio non ascoltato, ma non è mai troppo tardi per tornare indietro o cercare una via alternativa.

Perdersi soli o in compagnia può tornare utile: impiegheremo più tempo ad arrivare ma avremo modo per pensare, riflettere o semplicemente chiacchierare un po’ di più con il nostro compagno di viaggio, che sia esso un amico o il nostro Io.

Riuscire a vedere il bicchiere sempre mezzo pieno, può servire a fare di ogni possibile intoppo un trampolino di lancio, che ci spinga sempre più in alto.

Ma per trovare cosa?

Provate ad ascoltarvi un attimo, cosa cercate?

Io cerco il mio posto nel mondo, anche se per posto non ho ancora chiaro in mente a cosa mi riferisco.

A volte penso che il mio posto sia su una spiaggia deserta, altre volte credo che sia in mezzo alla gente mentre cammino persa in chissà quale pensiero.

Ho creduto di trovarmi nel mio posto tra le braccia di una persona che amavo, dentro la casetta immaginaria costruita da qualche bambino che mi chiedeva di giocare con lui e ancora sotto un cielo d’agosto pieno di stelle.

Ci sono stati momenti in cui mi sono sentita totalmente fuori posto, anche senza una ragione effettiva o razionale ed è bastata questa sensazione per continuare a proseguire il mio viaggio. Ho rischiato più volte di dimenticare il motivo per cui andavo avanti, ma nonostante questo non mi sono fermata e ho continuato a camminare.

Così ho pensato che sarebbe stato meglio cercare qualcosa di indefinito, in modo tale da non poterlo dimenticare, qualcosa che cambiasse con il tempo, proprio come me.

Una sensazione che prendesse forma ogni volta in maniera diversa e che solo io avrei potuto riconoscere, per non perdere mai la voglia di cercare e la meraviglia nel trovare.

G.B. Shaw una volta ha scritto:

Estistono due tipi di tragedie nella vita. Una è perdere ciò che più si desidera, l’altra è ottenerlo.

Un viaggio con una meta unica e fissa, si consuma in fretta e si concentra talmente tanto sull’oggetto finale da perdere la propria essenza, la bellezza della scoperta.

Io per ora preferisco focalizzarmi sul viaggio in sé e su tutto ciò che mi succede durante. Quando troverò quello che cerco, saprò riconoscerlo e non avrò paura di perderlo o lasciarlo andare, perché so che lo ritroverò ancora…e ancora…

A.F.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: