ti amerò finché non ti avrò conosciuto

poi sarà tutto finito

per qualche settimana ho pensato che stavo facendo qualcosa di giusto, di bello e di importante. il fatto che lo pensi ancora mi fa sentire sollevato, in fondo nella vita a far bene spesso si sbaglia.

nella mia esperienza, frastagliata burrascosa e alquanto tormentata, rientra anche la pagina dell’incomprensione. anzi, un intero capitolo è intitolato: le incomprensioni.

eppure io dovrei capire, dovrei aver chiaro, dovrei leggere per tempo nei cuori della gente.

non importa il perché, accettate piuttosto che sia così, vuoi soltanto per la convinzione che gli altri hanno di questa mia dote.

così scruto il mondo attorno a me, e cerco di comprendere il motivo di certe azioni, il significato di ogni gesto e il fine di qualsiasi atteggiamento, quasi per semplice diletto. presto attenzione a come la gente veste, a come parla, a come si muove, interpreto le espressioni del viso, i movimenti involontari e peso le parole. spesso riesco nell’intento di prevedere e capire in anticipo il prossimo, e intervengo nel cercare insieme le soluzioni. ovviamente c’è chi per questo mi detesta poiché teme che io possa scoprire la finzione e la recita che tiene in piedi.

ciò che comprendo mi è noto, il resto è una scoperta.

ho scoperto, ad esempio, che è più facile mentire piuttosto che spiegare, che è più semplice compiangersi piuttosto che ritrovare il sorriso, che è più umano fuggire piuttosto che confrontarsi.

vedo un mondo che non si ama, e che non vuole conoscersi. un mondo che si evita e che diffida a priori. conosco persone che ti dichiarano guerra preventiva pur di non lasciarsi comprendere, perché non si sono compresi da sè.

mi ritrovo anche oggi a ragionare nel mio attimo di solitudine, di come non si riesca ad amare chi si ama, e come chi vorremmo che ci amasse ha paura di conoscerci.

l’amore è spesso figlio dell’incomprensione, del non detto e del simulato. ho visto persone amare maschere, altre idealizzare l’amato nella proiezione di un sentimento non condiviso, ho incontrato la fragilità di chi non si ama come vorrebbe che gli altri facessero.

per questo l’amore dura poco: bisogna fingere di essere sempre quelli del primo incontro e del primo bacio per non lasciarsi mai.

io preferisco il silenzio all’amore di una sconosciuta.

A.R.

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