frammenti

treno dopo treno, viaggio dopo viaggio, ho avuto modo di leggere qualcosa di più su un argomento che mi ha sempre incuriosita e non ho mai approfondito, dandolo forse per scontato:

perchè le impronte lasciate su un vetro tornano visibili quando il vetro si appanna?

Perchè la nostra pelle è ricoperta da un sottile strato di grasso, che si deposita sul vetro quando lo tocchiamo: il vapore acqueo non può aderire a questa traccia unta e percò si distribuisce tutto intorno ai segni dei polpastrelli, che dunque rimangono ben visibili, finchè il vetro non viene ripulito.

Non avevo mai riflettuto sul perchè si verificasse tale fenomeno, pensavo fosse semplicemente un dato di fatto. Così è perchè così è sempre stato.

Non avevo mai pensato all’ipotesi di potermi sentire un vetro, nè di vedere gli altri come vetro: fragili o resistenti, trasparenti o impenetrabili, inerti di fronte alla scelta di qualcun altro pronto a lasciare la sua impronta, aspettando che la vita, o chi per lei, si decida a ripulirla.

Ci sono vetri rotti che possono far male e lasciare delle cicatrici profonde, a volte siamo noi a procurarcele per distrazione o per ambizione, altre volte invece sono i frammenti  stessi a caderci addosso. In quei casi è bene ricordare che ci deve essere stato un momento in cui qualcuno o qualcosa ha rotto il vetro: ci sono situazioni che sono semplicemente delle conseguenze e a pagare il conto spesso sono gli ultimi arrivati.

In realtà siamo tutti dei vetri rotti, in un modo o nell’altro, ma tendiamo spesso a vedere negli altri degli specchi e lo stesso accade quando qualcuno guarda noi.

La prima cosa che pensiamo quando ci troviamo di fronte ad un altra persona è:

cosa penserà di me?

Così cercheremo di apparire al meglio come se di fronte a noi ci fosse uno specchio, davanti al quale migliorare la nostra immagine per sentirci più sicuri, noncuranti invece di ciò che davvero abbiamo davanti: qualcuno che è esattamente come noi, un vetro rotto.

Senza contare poi che gli specchi non sono tutti uguali:

ci sono specchi veritieri che ti obbligano a mostrarti come sei, di fronte ai quali non puoi essere nient’altro che te stesso. L’immagine che possono offrirti è la tua, senza caricature nè imbrogli.

Ma ci sono anche altri tipi di specchi che invece ti propongono un’immagine falsata, alterano i tuoi difetti o le tue qualità, nascondendoli o confondendoli con i propri: come se dallo specchio intravedessimo il vetro rotto, senza riuscire a distinguere tra noi e l’altro.

Credo perciò che qualunque sia il tipo di vetro che ci troviamo davanti, sarebbe meglio prima appannarlo un po’ per scoprire cosa nasconde sotto la superficie.

A.F.

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