oltre

                                                                                       

– Oltre ,devi guardare oltre 

– Devo guardare oltre, ma che significa? Cosa devo guardare, cosa devo provare, i miei pensieri fanno la stessa strada, camminano trovano un muro e tornano indietro. Cosa posso fare? Sto impazzendo Vecchio, aiutami!

– Io sono qui, vicino a te, non posso spiegarti cosa devi fare, è facile parlare e dare consigli, ma sei tu che devi camminare. Provaci, prova a seguire la tua via e non lasciare che i tuoi pensieri ti trovino. Libera la tua mente e allenala, la sofferenza esiste solo nella tua testa, puoi distrarti ma il problema non andrà via.

– Vecchio vuoi dirmi qualcosa? Le tue parole non dicono nulla!

– La via, libera la mente...

– Mi sento in trappola, prigioniero dei miei pensieri, capisci?

– Ray, vuoi continuare a stare male? Puoi farlo all’infinito, fino a che la tua pelle sarà raggrinzita, i tuoi occhi spenti, e non avrai più voglia di fare nulla.

– Perchè Vecchio, perchè?

– Non provare a darti da solo risposte o a cercarle negli altri: io non posso rispondere.

 Le persone sono quello che sono, non puoi utilizzare il tuo metro per capirle, ogni uomo o donna è un piccolo universo , difficile entrare e capire!

– Hai ragione Vecchio, ma il rispetto, l’amicizia, il preoccuparsi dell’altro nella sofferenza…io ci credevo , credevo !

– Ray tu ci credevi e ci credi ancora, non utilizzare solo il passato, ora dammi la mano e vieni cone me. Guarda queste margherite, guardale bene! Le vedi?,

-Si le vedo…

– E cosa vedi?

– Sono bianche.

– E poi?

– Nulla, sono margherite bianche.

– Ecco per me invece sono le più belle margherite del giardino: non sono solo bianche ma hanno venature gialle e rosse, sono grandi come un pugno, il mio cuore si rallegra con uno sguardo.

– Cosa mi vuoi dire Vecchio?

– Voglio dirti che quello che tu provi in questo momento offusca il tuo sentire, e il tuo vedere!

– Si, ma lei…

– Basta Ray, si ma lei, basta!

– Vecchio perchè non vuoi capire e non vuoi ascoltare, perchè?

– Perchè non farai altro che trovare giustificazoni, perchè girerai a vuoto perdendo di vista te, ti soffermerai solo a chiederti il perchè, e io ti ho già risposto ragazzo, devi andare oltre, devi andare ora.

– Tu credi in me? Ho bisogno di sentirmelo dire.

– Io credo in te Ray. Ora vai ti stanno aspettando!

– Vecchio un’ultima cosa:  vorrei che tu fossi lì con me!

Il vecchio non rispose:  ad accoglierlo una folla agitata: RAY RAY RAY!

Ray guardava dall’altro lato del ring il suo rivale, un uomo possente, spavaldo, sentiva i suoi occhi puntati addosso, piccoli spilli di fuoco, si sentiva scrutato: voleva entrare nella sua testa, rubargli la mente.

Non voleva essere li, qualunque altro posto si ripeteva ma non li!

– Devi concentrarti, libera la tua mente, non pensare, basta! Parole, solo parole, parole vuote prive di senso. Alzati Ray, cazzo, alzati è ora!

Due colpi diretti allo stomaco, come inizio, potenti e precisi, perse l’equilibrio ma non cadde, altri due ganci sulla faccia:  Ray rimaneva immobile non riusciva a colpirlo.

– Parole, solo tante parole – si ripeteva, la sua testa divenne leggera, uscì dal suo corpo e iniziò a guardarsi: se ne stava seduto in prima fila e guardava sè stesso prendere duri colpi senza reagire.

– Mi fai pena Ray, tanta pena – si disse, sferrò il primo gancio, non lo toccò nemmeno. L’avversario era già entrato nella sua testa e non si riparmiava, colpi su colpi. Il vecchio era lì, lo guardava da lontano e fece segno all’arbitro. Ma ancor prima che l’arbitro interrompesse il match lo staff di Ray aveva gettato la spugna.

– Andiamo Ray, alzati!

– Ho avuto paura Vecchio, ho avuto paura.

– La paura è solo un’altra parola, come l’amore, la sofferenza, la gioia, la felicità:sono tutte parole che vivono nella nostra mente, prendono il significato che noi diamo ad ognuna di esse, esprimono uno stato d’animo, ma tu poi dargli il giusto significato, torna dentro di te e guardati allo specchio.

Ray si vide, provava vergogna si sentiva nudo, scoperto, ma le parole cominciavano a riappropriarsi dei veri significati. Il vecchio lo guardava con la coda dell’occhio, Ray abbozzava il suo primo sorriso. Era come se si fosse visto per la prima volta, continuava a guardarsi allo specchio e cominciò a vedersi vestito.

Cos’era cambiato?

Nulla, cominciava semplicemente a riappropriarsi delle parole e di sè stesso. Il vecchio continuava a stare in silenzio. Ray scoppiò in un pianto liberatorio, e mentre piangeva rideva, rideva e piangeva.

Si girò verso il vecchio e  lo abbracciò.

tornò, da solo, a guardare le margherite


C.M.

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