tutti pazzi per il vintage

In questo pazzo mondo, si sa, c’è chi preferisce seguire la moda, chi la fa sua, chi ne diventa vittima, chi storce il naso e chi come molti (star in prima fila) segue il Vintage.

Ma qual è la sua esatta definizione?

Chi ne conosce la provenienza?

E’ solo stare al passo con le mode del momento o una passione?

Il Vintage si riferisce ad abiti o accessori prodotti almeno vent’anni fa: può definirsi ufficialmente vintage un capo di abbigliamento o un accessorio prodotto tra il 1920 e la fine degli anni ’80, che rispecchi i criteri stilistici in voga nel periodo della sua creazione.

Mercatini affollati, star che cercano di aggiudicarsi i pezzi trendy per arrivare alle prime copertine delle riviste più “in” o per ricevere la palma della più bella, della ben vestita o della brava ecologista!

La moda è come una ruota e, gira che ti rigira, per incanto ti propina la stessa creazione o lo stesso accessorio rivisitato in chiave moderna.

Basti guardare il boom dagli anni ’50 in poi: gonne a ruota, eleganza alla Audrey, donne burrose con i loro capelli neri e le labbra scarlatte; il famoso Trench (di cui nessuno nelle mezze stagioni può più farne a meno) e i capelli alla Farrah Fawcett; i leggings (chiamati una volta fuseaux); le giacche con le spalline appuntite (più presentabili rispetto alle spalle enormi di una volta).

Potremmo continuare all’infinito…

Le mode passano, ma lo stile resta come diceva la nostra cara Coco Chanel (che di stile ed eleganza ne è stata padrona).

Il vintage si è fatto spazio negli ultimi anni per esigenze di mercato, abitudini, crisi economiche o semplicemente per costruire la figura personale, fare del proprio stile una moda che ormai ha preso largo piede in tutto il mondo, il nuovo che sa di antico! Nasce più che altro per ribellarsi alle catene di abbigliamento uniformando diversi concetti interessanti: moda e stile personale, budget ridotto per pezzi rari e originali, generi ed epoche.

Non una metamorfosi ma una tendenza che fonde il presente nel passato, il retrò con tocchi moderni.

Tutto questo porta alla nascita di mercatini e appuntamenti mensili nelle grandi e piccole città all’insegna dello stile: potremmo imbatterci così in un tubino Chanel (che magari puzza di muffa ma chi se ne importa!) o in un giacchino Versace.

Il vintage è una moda ricca di significati simbolici e culturali che nasce intorno agli anni sessanta e settanta (Barbara Chiarolanza – Moda Low Cost). 

Che sia vecchio, sbiadito, usato, ricordiamoci che il vintage ha un anima, mette insieme storie passate e presenti.

Insomma tutto questo porta ad un solo concetto: curiosate tra gli armadi delle nonne, mamme o zie (potreste trovare una borsa Louis Vuitton come è capitato a me); prima di buttar via un capo firmato assicuratevi di star bene: sedetevi, osservatelo bene con una camomilla in mano e riflettete; se avete intenzione di trovare capi ed oggetti originali nei mercatini armatevi di buona pazienza, staccate il telefonino e datevi per disperse per quella giornata!

Mia madre per anni mi ripeteva che quel che avevo conservato si doveva buttar via, ma non ho desistito e ringrazio la mia tenacia perchè mi ha permesso di ritrovare cose che ancora oggi utilizzo e che sono di moda (facendo diventare verdi d’invidia amici o conoscenti).

In tutto questo contesto ringrazio anche l’armadio della mia nonnina che volando in cielo da poche settimane mi ha lasciato in eredità qualcosa di più prezioso del danaro

I suoi meravigliosi anni ’60 in:  tubini, borse & co.

Avranno l’odore di muffa, ma dentro un’animo prezioso: il profumo di un dolce ricordo che porterò per sempre con me.

Più Vintage di così!

Kiss & Love

L.G.


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5 pensieri su “tutti pazzi per il vintage

  1. Credo che il vintage sia diventato una moda oggigiorno, ma pochi lo apprezzano per ciò che è in realtà. Poichè gestisco un negozietto di vintage ho l’occasione di imbattermi in varie tipologie di clienti. Chi lo fa per moda in realtà non lo apprezza molto, ma si assoggetta alla tendenza vigente. Questo tipo di persona cerca di uniformarsi ma non è mai “originale”, anche quando veste capi datati.Gli appassionati del Vintage, invece, si riconoscono a naso, per la creatività e la particolarità del loro abbogliamento, la ricercatezza dei dettagli, senza mai risultare “fuori moda”. Magari un pò retrò……che però, non dispiace affatto. Credo che il Vintage sia cultura, sensibilità, stile, pensiero,musica, cinematografia………..ina altre parole Arte. Eppoi è il gusto di rovistare per trovare un pezzo unico che ti renda diversa/o dagli altri, perchè siamo tutti uguali ma tutti UNICI. Grazie dell’ospitalità, un abbraccio, Patty

    . .

    • Hai ragione patrizia…in realtà è arte, e il rovistare per trovare quel pezzo unico sorprendendo successivamente i nostri occhi è una delizia !!! ti aspetto alla prossima 🙂

  2. la gente inneggia al vintage oggi per seguire delle mode senza in effetti rendersi conto del malessere che sta dietro…ma non tutti sono dello stesso parere…per una come me che segue e piace la moda posso dire che il vintage è anche e soprattutto una tendenza ma non la seguo particolarmente anche perchè ho sempre pensato che la moda siamo noi…non bisogna seguirla come dei burattini ma farla nostra..basta avere buon gusto ed eleganza anche indossando dei semplici abiti…grazie per il tuo intervento 🙂

  3. personalmente non credo in tutto questo frivolo scenario, penso semplicemente che il successo del Vintage sia il sintomo più evidente del malessere che viviamo..In un’ era dove tutto deve essere nuovo e dove il vecchio non esiste più perchè non fa in tempo a diventarlo , l’unica cosa che riflette il valore del tempo che è rimasta è il Vintage. il signor Consumo è diventato un mostro , è il male più subdolo che abbia mai vissuto l’umanità è ormai capace di trasformare qualsiasi cosa in prodotto in modo da renderlo immediatamente funzionale alla sua stessa buona esistenza . Così , anche il sentimento , della necessità del vecchio diventando qualcosa di materiale perde tutto il suo profondo e originario significato e diventa semplicemente ” moda”. La gente inneggia al Vintage… va il Vintage, e ancora…. il Vintage! Lo vive in maniera inconsapevole e superficiale e non si chiede certo mai in un modo più più profondo , di un perchè del deliro per un odore che è una puzza e del perchè negli anni dell’economia sana a nessuno sarebbe mai venuto in mente di ricercare un corsetto di fine 800 nonostante la loro straordinaria e già riconosciuta bellezza…erano anni diversi non se ne sentiva la necessità perchè ancora si viveva il rispetto del valore del tempo.

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