la nostra Pasqua

arriva dopo la nostra passione?

Padre mio, se vuoi, allontana da me questo calice! Ma sia fatta la tua volontà, non la mia.”

[Lc 22,39-46]

Questa frase che porta in alto i nostri pensieri, sviluppa considerazioni assolutamente vicine alla realtà e alla nostra vita.

Cos’è la Passione?

Per la nostra Passione intendo le sofferenze che la vita ci pone davanti, la solitudine che si sente quando si è ai margini della vita, il travaglio delle scelte più difficili, quando ci sentiamo abbandonati, scoraggiati e inutili.

E cercando di trovare medicamenti provvisori, cominciamo a sbattere la testa come pesci rossi nella boccia.
Quando, forse, l’unica via per uscirne vivi è l’accettazione, perchè nulla possiamo fare per allontanare la sofferenza, l’inquietitudine o le avversità della vita.
Ciò che non accettiamo tornerà a perseguitarci.
A tempo debito nulla ci procurerà dolore, neanche quello che ci sembrava insuperabile, perchè ogni esperienza maturata apporta un cambiamento in noi e nel nostro modo di percepire le cose.

Non credete anche voi che nella vita ci siano ”passaggi”  necessari da attraversare?

Momenti in cui bisogna riflettere, dubitare e fare delle scelte.

Davanti ad una porta stretta, ci si ferma. Davanti ad una larga, invece, no. Una porta larga non suscita alcun dubbio. Una porta larga non ti chiede nessun cambiamento. Puoi passare quanto vuoi. Per passare per una porta stretta devi trattenere il respiro, restringerti, accettare la fatica di un passaggio (e non ci sono passaggi veri nella vita che non siano difficili). Per una porta larga, invece, il passaggio è facile, l’entrata è comoda, è un attraversamento che non ti cambia. Non ti fa fermare. Puoi entrare ed uscire. ”[Matteo 7:13-20]

E’ incredibile come in parole scritte e pensate millenni fa, si possa ritrovare un uomo troppo simile a noi, anche se lontanissimo.

“In verità ti dico che questa stessa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte”. [Mt 26:34]

Perché fidarsi di Gesù che gli aveva anticipato la sua debolezza, anziché di sé stesso e della sua convinzione?

Dovremmo cominciare a smettere di essere noi stessi, ad ogni costo, prigionieri del nostro “io”  incapaci di credere e di vedere al di là del nostro naso.

Se noi siamo il risultato del nostro pensiero, cambiando il pensiero, cambiamo noi stessi: impariamo a pensare in maniera positiva, soprattutto nei momenti difficili.

Il mio augurio: tanti pensieri colorati e che ognuno di noi possa ritrovare la Pasqua dentro il proprio cuore e non abbandoni mai la speranza.

C.M.

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2 pensieri su “la nostra Pasqua

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