lo chiamerò papà


“Cosa non darei, perché il tempo non ci invecchi mai”.

[viaggio con te- L. Pausini]

A tutti quei padri che amano i loro figli,
che si alzano la mattina presto e tornano a casa tardi per garantire loro un futuro, ma che la sera nonostante la stanchezza, non rifiutano l’abbraccio di un bambino.

A tutti quegli uomini che hanno scoperto il vero amore nel tenero sguardo di due occhi sognanti, che cercano di migliorarsi giorno dopo giorno per poter essere un esempio da seguire,
per diventare gli eroi del loro bimbi.

A quelli che sono capaci di amare incondizionatamente, senza riserve né rancori, anche quando i figli crescendo si allontanano, anche quando chiudono le porte e alzano i muri.

A quelli che sanno aspettare pazientemente di fronte ad un silenzio, riflettendo ogni giorno su quanto la loro stessa persona possa averlo generato nel tempo.

A chi un giorno riuscirà a conquistare il rispetto del proprio figlio, più che la comprensione,
e riuscirà a rendere un altro essere vivente una persona migliore.

Il mio augurio oggi va a tutti loro, a chi padre lo è per scelta, ma soprattutto all’uomo che malgrado la sua assenza è stato il mio più grande punto di riferimento.

Perché padri non si nasce, si diventa.

Perché “papà’’ in fondo non è che una parola.

A.F.

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