la dama come metafora della vita

un gioco o qualcosa di più?

chi almeno una volta nella vita non si è trovato davanti ad una scacchiera di fronte a un avversario passando qualche ora a riflettere su come annientarlo?

chi più chi meno, conosciamo tutti le regole del gioco, ma non sempre riflettiamo su quanto il gioco possa essere una metafora della nostra vita.
le pedine provano a scalare la scacchiera per raggiungere uno status: la Dama, nient’altro che un superamento, un evoluzione; queste sanno che dalla prima mossa, anche la più banale, non potranno più tornare indietro a quella posizione iniziale e statica che, però, le rende invulnerabili.
si può solo andare avanti, rischiando ad ogni mossa di essere mangiati da una pedina avversaria, che come in un marchingegno diabolico non rappresenta altro che lo specchio riflesso della pedina suddetta: ha le stesse qualità, lo stesso potenziale e le stesse debolezze.
la sola cosa che le distingue è la diversa prospettiva: ognuna di loro ha un colore, e le regole del gioco vogliono che l’una debba stare contro l’altra nella medesima scalata alla vetta. anche le pedine di identico colore non si trovano tutte allo stesso livello. in prima linea ci sono i precursori, che per usare un termine proprio del linguaggio pubblicitario potremmo definire gli opinion leader, quelle che stanno avanti insomma, che hanno più consapevolezza o solo più coraggio, ma allo stesso tempo sono quelle che rischiano prima e di più, e più vanno avanti più corrono il rischio di essere mangiate, ma più avanti vanno, più

vicina vedono la meta, il raggiungimento del loro obiettivo: raggiungere quello status che permetterà loro di lasciare le vesti di semplice pedina, divenire più forti e avere la possibilità di muoversi liberamente, vedendo così diminuire il rischio di essere mangiate da quelle pedine che invece sono rimaste tali con i limiti del proprio status.

riflettendoci, anche la vita potrebbe essere paragonata a una partita a Dama: nasciamo tutti come semplici pedine, tutti con le stesse potenzialità e gli stessi limiti, ma non tutti aspiriamo ad arrivare dall’altra parte della barricata. alcuni non hanno questa esigenza, o consapevolezza, e preferiscono abbandonarsi al proprio destino, preferiscono avventurarsi alla cieca facendo in realtà il gioco di quelli più furbi facendosi muovere inconsapevolmente come marionette o pedine, appunto.

ad ogni modo per tutti vale la stessa regola: si può solo andare avanti.

ogni scelta, ogni singola decisione muta il percorso della nostra esistenza, ed esattamente come nella Dama, indietro non si torna.

continuando a rifletterci su, però, l’analogia gioco-vita trova un ostacolo di non poco conto: il Libero Arbitrio.

la vita non è una partita a Dama, semplicemente per il fatto che ognuno di noi è dotato della libertà: non c’è nessuna mano dall’alto che possa guidarci, orientarci, decidere per noi. vivere significa scegliere, e scegliere inevitabilmente vuol dire escludere: le risposte che ho dipendono dalle domande che pongo.

noi dettiamo le regole del gioco.

G.G.

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6 pensieri su “la dama come metafora della vita

  1. Di fatti il gioco non prevede che si possa “nascere dama” , ma nel “gioco” della vita spesso ci sono persone che non amano seguire le regole. Andrea ha spiegato perfettamente quello che volevo dire 🙂

  2. Bella riflessione. L’unico appunto che potrei fare al ragionamento è che non tutti nascono pedina. Ci sono anche i privilegiati che nascono già dama. Ma fortunatamente questo non vuol dire che anche loro non possano essere mangiati…..

      • beh qualcuno non nasce proprio dama, ma segue un percorso privilegiato che lo porta a divenire dama per intercessione altrui. senza conquiste sul campo. il campo ne determinerà poi il valore definitivo, spesso facendo si che questa “dama” cooptata venga mangiata da “dame” più valorose.

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