io mi festeggio da sola

tutte le volte che voglio!

trascorsi un paio di giorni dalla festa delle donne, tiro le mie somme e i miei pensieri volano come sempre.

quante se ne dicono, ed è talmente tanta la confusione che a volte si ci dimentica del vero problema, si parla solo del contorno: donne avete preso parte ai festeggiamenti o siete rimaste a casa? e soprattutto: la festa della donna per voi è un modo per festeggiare o per commemorare?

dovremmo festeggiare le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, ma allo stesso tempo commemorare le discriminazioni e le violenze a cui esse sono ancora oggetto in molte parti del mondo e anche in Italia senza guardar troppo lontano.

va da sé come io consideri la cosa: che le donne facciano quello che sentono, ma pensino allo stesso tempo che tanta strada è stata fatta ma che tanta ancora si deve fare.

d’altronde, fingersi perbeniste in questa festa è un po’ da bigotte, piuttosto secondo me si dovrebbe andare avanti ognuno secondo il suo modo di pensare e di credere.

siamo donne diverse da quelle che l’8 marzo 1972 scesero in piazza Campo De’ Fiori a Roma con i loro scandalosi cartelli per l’epoca : “legalizzazione dell’aborto”, “liberazione omosessuale”, “matrimonio = prostituzione legalizzata”. su un punto oggi mi pare che siamo tutte d’accordo: essere uguali all’uomo non vuol dire diventare un uomo.

leggendo qua e la’ mi pare che siamo diventate peggio del nostro carnefice (in senso figurato, sia chiaro), ci crocifiggiamo da sole e soprattutto giudichiamo le altre senza pietà!

perché sono arrivata a questa affermazione, partendo dalla festa delle donne?
semplice. se non vogliamo che l’uomo ci giudichi in base al nostro aspetto, ma per le nostre idee, non giudichiamoci e lasciamoci libere di fare quello che vogliamo!

che essere donna, sia davvero una festa .

C.M.

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Un pensiero su “io mi festeggio da sola

  1. In maniera molto sottile hai centrato il punto cruciale alla base dei rapporti tra donne: giudicarsi senza pietà!
    La cosa più assurda è che molto spesso, tutto ciò accada per difendere l’uomo che si ama, o meglio per difenderlo da tutte le altre donne ”provocatrici e fameliche”, senza riflettere invece sul fatto che se un uomo vuole andarsene la colpa non è delle altre…ma solo ed esclusivamente SUA!
    Mi auguro che di sentimenti come la gelosia, l’ invidia e la vanità (tipicamente femminili), un giorno ne potremo fare a meno… imparando a rispettarci di più!

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