donne al telefono

uomini al citofono

un timido sole fa capolino in questa prima domenica di marzo, e sono abbastanza stropicciato da una notte di sogni agitati. sarà per questo che oggi non mi va di essere serio, qualora io lo sia mai stato in vita mia.

io lascio la serietà a chi si occupa di cose importanti, sapendo come gestirle. a me è sufficiente trovare il modo di gestire le cose mie. fossero pure telefonate e citofonate!

per me, che sono riuscito a fare lunghe telefonate adolescenziali con le mie fidanzatine dalla mitica cabina telefonica sip, e che sono venuto su con il mito del telefono e della reperibilità, la comunicazione è una cosa importante. certo, quanto al telefono a gettoni, non rimpiango le file in attesa che quel mio casuale compagno di sventure, infilato dentro il box, piangente alla sua fidanzatina finisse: ma sono comunque ricordi. del resto a telefonare da casa ci pensava già mia sorella, per me era abbastanza tabù (e poi vuoi mettere la privacy, quella vera mica quella di oggi!)

il periodo fu breve ma intenso. poi vennero i cellulari: che invenzione! sei raggiungibile, ovunque dovunque e da chiunque. facciamo che lo tengo silenzioso, in stand by, spento? comunque c’è, da neanche così tanto tempo (una quindicina d’anni per come li conosciamo noi. lo so che pensavate di più), ma da un periodo sufficiente a stravolgere le nostre abitudini. mi chiami e ti chiamo. mi messaggi e ti messaggio, mi video-chiami e ti video-chiamo (mai fatto! che scomodità), mi squilli e ti squillo (doppiosenso facilissimo, ma glissiamo). non bastava ciò, la tecnologia ci è venuta in aiuto: mail, skype, social network e tutti quei mezzi per comunicare che passano attraverso la rete. insomma, non ci sono scuse: se non cerchi qualcuno, è perché non ti va di sentirlo: sfido chiunque a poter dire di essere stato impossibilitato. certo tanti anni fa potevi inventare che non avevi in tasca gettoni o monetine, poi ancora che avevi finito il credito, e oggi che hai la connessione out, ma non puoi dire che non hai almeno una delle tre: non ti crederà nessuno.

tanto meno una donna.

avvertenza: sappiate che sono vestito in assetto antisommossa, quindi astenetevi da lanciarmi addosso alcunché.

questa prerogativa tutta femminile della ricerca di contatto, non appartiene all’uomo. spesso.

la donna, messaggia l’amica, la cugina, la zia lontana, il fidanzato, l’amico, l’amante, il marito. se non ha risposta, telefona. se non ha cenno di di riscontro, fa proclami su facebook e ricerche su google!

l’uomo, no. forse. vuoi sia soltanto perché il maschio è pigro?

ma guai alla donna che ha le attenzioni di un uomo! lui se è veramente interessato, e soprattutto non ha altro da fare che mettere quella donna quale oggetto primo e ultimo a cui votare la propria vita, lui si lancia in ricerche spasmodiche, investe in conti telefonici e connessioni internet (santa cosa la flat,), e purtroppo sempre più raramente manda dei fiori delatori di messaggi, o ancor più lettere struggenti e vergate e mano.

dite che le donne mandano i fiori? beato l’uomo che li abbia mai ricevuti da una donna! penso che nessun uomo possa rimanere impassibile ad un gesto del genere.

certo io forse sono un’estremista, e da qualche tempo a questa parte sono intollerante al telefono: come stai, che fai, dove sei, come stai, con chi sei, come ti trovi, che mi racconti. certo se mi chiamasse qualcuno che non sento da 6 mesi, avrebbero senso tutte queste domande. ma accade che la gente (donne) queste cose te le chiedano ogni qualvolta che ne hanno possibilità. certo è un modo di farsi sentire vicino, di preoccuparsi, di dimostrarti che ci sono, o anche no.

io ricordo ancora di quando andavo a suonare ai citofoni, per cercare qualcuno (talmente mi veniva bene che poi divenne una professione). com’era bello aspettare magari sotto la pioggia il suo rientro: perché gli uomini non chiamano, vanno direttamente alla porta.

se un uomo vi citofona sotto la pioggia, con un mazzo di rose in mane, proprio quella sera che avete litigato (sempre per sciocchezze, intendiamoci), saprete di avere davanti un uomo innamorato!

forse non riceverò più una telefonata d’ora in avanti, ma chi vorrà trovarmi sa dove cercarmi. io ho sempre fatto così.

A.R.

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3 pensieri su “donne al telefono

  1. e comunque l’uomo che citofona sotto la pioggia con i fiori in mano non esiste più a questo punto.. ahaha anzi se lo trovi gli dai il mio indirizzo??!!
    e invece di donne che mandano i fiori sempre perchè amano troppo ce ne sono un milione.. se vuoi gli do il tuo di indirizzo però il pacchetto comleto prevede anche le telefonate “come stai-che fai-che pensi-che mangi” ahahah

  2. il problema è che ci sono donne che amano troppo e si prendono troppo cura di voi e uomini che non si meritano nulla e solo quando rimangono con il culo per terra capiscono cosa hanno perso..io difendo sempre gli uomini ma ci sono alcuni uomini indifendibili che con il loro sano egoismo riescono a non correre dietro una donna solo perchè hanno paura…
    ci sono uomini che al contrario di te pagherebbero oro per avere accanto una ragazza che si interessa di loro che li pensa e che li ama troppo..ma a quanto ho capito questo genere di donne non fa per te..
    allora ti auguro una buona ricerca perchè di donne che non vi chiedono come state e non vi telefonano tranne che per ricordarvi il conto dal parrucchiere ce ne sono parecchie..ahah

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