donne con i pantaloni

e uomini con le gonne

sospiriamo che è meglio.

quante/i di voi concordano con questa visione?

il cortocircuito sexual-politic (che non è solo il caso Ruby-Berlusconi-Minetti-Fede-etuttiquellichevolete) è sotto gli occhi di tutti.

uomini senza pantaloni (allegoria) e donne con pantaloni taglio manager (metafora).

fuori di metafora? evitiamo le allegorie?

uomini senza palle e donne fallate (dotate di fallo – anche se in plastica/acciaio/equalsiasimaterialeconfacentealcaso)

lungi da me derive sessiste.

stringo il campo. parlo di tutti quegli uomini schiavi e sottomessi al sesso della donna, che dal canto suo lo usa come arma di distruzione di massa.

sin dalla notte dei tempi, la donna ha tenuto in pugno (meglio, tra le cosce) l’uomo (Eva ha circuito Adamo, e non dite no). ma un certo equilibrio ha imposto nei secoli che tutto ciò accadesse al chiuso delle case, nelle proprie alcove, dove nessuno avrebbe sbirciato: e l’occhio sociale era salvo. l’uomo insomma restava il capo, e la donna la sottomessa.

oggi, il costume impone invece una scena patetica, che pathòs però non ha: uomini vittime del loro testosterone e della repressa figura di potere pubblico asservito al piacere privato.

nessun riferimento alla cronaca, ma solo lo spunto di partenza.

oggi la donna spesso usa l’arma del sesso per rimettere in ordine il mondo. proprio quando nei moti femministi si urlava: la papaiatopola è mia e la gestisco io (dove per papaiatopola indico l’organo genitale femminile – copyright di qualcun altro).

oggi si urla: la papaiatopola è mia e la investo io.

già la donna “imprenditrice di se stessa” (non me ne vogliano quelle vere, donne e imprenditrici) sa cosa farne. la investe, appunto. la mette sul libero mercato, la contratta, la offre chiedendo in cambio ad un uomo ben più del denaro: la dignità. il sesso come merce di scambio tra donne che sanno monetizzarlo, e uomini che ne fanno ragione di vita. la donna che usa il proprio corpo come sportello bancario: pronta a ricevere versamenti.

non giudicatemi male. io amo le donne e non saprei viverne senza. ma ci sono femmine che volontariamente e coscienziosamente scelgono di sfruttare il loro vantaggio biologico sull’uomo. la capacità di distrarsi. almeno in quel momento. quando la donna professa l’attività, che sia a tempo determinato a progetto o a co.co.co., non si lascia coinvolgere dal lavoro. finito tutto, torna alla vita vera e aggiorna il libro degli incassi.

dove sta lo scandalo allora? facile. sta nel fatto che ci sono donne che portano i pantaloni senza dimenticare di essere donne e sicure del fatto loro (menomale che ce ne sono ancora), e altre che invece prestano la propria gonna agli uomini e rubano a loro i pantaloni con portafogli e dignità. del resto ci sono uomini, che continuano a portare i pantaloni, ma che restano confusi davanti alla donna che incontrano.

non vi chiedo mai niente, ma oggi ho un desiderio da esprimervi: restate donne, portate i pantaloni (vostri) senza dimenticare la gonna. date una mano a questi poveri uomini che sono abbastanza fuorviati dal libero sesso in libero stato dei giorni nostri.

grazie.

quanto a me, non uso il portafogli.

A.R.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: