cambi (tu) donna

o cambio (io) uomo

in Italia si sa vanno tanto le commedie. e la commedia all’italiana spesso e volentieri è fondata sull’equivoco. sul detto e mal capito o sul non detto e mal interpretato. lascio a voi il resto.

per quel che mi riguarda, da qualche giorno sul mio profilo facebook, ho iniziato il giochino del “cambio”, con un epilogo già chiaro nella mia testa, ma che non vi svelo ancora. il gioco è semplice: scrivo due alternative, molto simili ma che potrebbero destare equivoci. es. cambio stato o cambio nazione? lo stato, si sa, identifica il luogo in cui si abita, ma anche il proprio umore o condizione emotiva. quindi a cosa mi riferisco esattamente: a un cambio di luogo, o ad un cambio di mood, o entrambi? lascio a voi il resto.

tornando a noi, quindi: cambi tu o cambio io? cambio te o cambio me?

già, è proprio questo a cui mi riferivo: è più giusto cambiare il partner o cambiare per il partner?

io vi dico come la penso. partendo dal presupposto che il cambiamento è cosa buona e giusta, ma troppo complicato per essere portato a termine a pieno, io preferisco semplicemente cambiare partner. e non mi sogno neanche di modificare le sue abitudini, credi, tendenze, ma bensì cambio fisicamente soggetto. la sostituisco con qualcun’altro con cui magari starò meglio. magari.

vi sento. state dicendo: e l’amore? già, l’amore. sapete come la penso, e se non lo sapete ancora, cercatelo nei post precedenti e in quelli a venire. qui mi limito solo a dire: come si fa ad amare qualcuno che non accettiamo?

ancora? ma siete ostinati! è inutile dire che l’amore è cieco e se ami qualcuno lo accetti com’è, tanto sapete che non è così. i nodi vengono sempre al pettine, e verrà il momento in cui capirete o che non è amore, oppure che in realtà la persona con cui state con tutti i suoi difetti la amate proprio perché è così. ma guai se uno di voi si azzarda a pensare o peggio a dire: magari (lei/lui) fosse diverso, cambiasse: a quel punto sarà troppo tardi, non lo amate più.

la risposta al vostro perché è la seguente. se fosse diverso non sarebbe la persona che conoscete, sarebbe semplicemente un altro. dal momento che ciascuno di noi non può essere altri che se stesso, cercate il vostro amore in un altro che non sia quello che avete adesso. chiaro? forse no. ma so che sapete esattamente cosa intendo.

e non finisce qui.

quanto prima detto vale esattamente anche all’inverso.

se vi trovate nelle condizioni di dover cambiare radicalmente su gentile richiesta (è chiaro che se il cambiamento è allusivo ad atteggiamenti o azioni di poca rilevanza, vi consiglio di farlo, magari vi va pure meglio), il vostro partner non sta facendo altro che chiedervi di essere altri rispetto a quelli che conosce, più simili a quelli che ama, ovvero non voi. vale la pena? è come se io dicessi alla donna di cui mi innamoro (povera lei): tesoro “se assomigliassi di più a Pamela Anderson io sarei felicissimo”, e lei (già sfortunata dall’avermi al fianco) guardandosi allo specchio deve accettare suo malgrado di avere una seconda scarsa, i capelli neri come la pece e per finire ammettere che odia pure il mare.

se questo è amore, io sono Shakespeare. per il resto fate voi.

adesso credo di aver pure detto abbastanza. tanto per quel che mi concerne, io cambio a prescindere.

saluti

A.R.

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2 pensieri su “cambi (tu) donna

  1. non credo ai cambiamenti…o alle esclamazione io lo cambierò…così è e così te lo tieni se vuoi…perchè non si cambia.. si aggiusta…si smussa…ma non si cambia….quindi se non va bene bisognerebbe cambiare uomo o donna…il problema è che una volta scelto è difficile cambiarlo…quindi una volta scelto ti aggiusti tu come puoi….in linea di massima…bisognerebbe mettere su una bilancia i pregi e i difetti…e ciò che è veramente importante e fondamentale per la propria vita…..poi bisogna guardare ciò che ti circonda…se i sbilanciamenti sono intollerabili si deve necessariamente cambiare …ma con i se non si canta messa…quindi scegliere bene prima…non accontentarsi …e si sa che poi comunque tanto qualcosa passa e si tramuta in altro…ma meglio iniziare alla grande che iniziare quando qualcosa si è tramutato in qualcos’altro…bene il mio pensiero è scegliere ciò che calza meglio…e che entra nella propria taglia…insomma chi inizia bene è a metà dell’opera

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