ci sono cose che alla donna non puoi non dire

una di queste è la verità.

il dibattito verte stamane su una considerazione: comunque vada, la donna ama la verità.

al contrario di quanto accade per l’uomo, che accomodante preferisce un’omissione o una bugia ben detta, la donna preferisce di gran lunga la dura verità. questo però alle volte ha conseguenze nefaste.

“caro, non preoccuparti, capirò”. la frase tipo è questa, proprio quella a cui qualunque uomo, preso dal rispetto della propria compagna e certo che lei sia sincera, cede: “bene, ti dirò la verità”. è l’inizio della fine. vengono meno tutti quei “compromessi storici” tra uomo e donna, cade quella versione di “don’t ask, don’t tell” (non chiedere, non dire), già adottata dagli USA per evitare che gli omosessuali nell’esercito confessassero la loro indole. La donna compiaciuta ascolta, appunta, annota. l’uomo inizia a sudare freddo, consapevole di essere in procinto di scavarsi la non tanto metaforica fossa con le proprie mani.

siamo certi che sia la verità cruda e inconfessabile, l’estremo atto di rispetto dell’uomo verso la donna, o piuttosto sia l’estremo atto di prevaricazione della donna verso l’uomo nel non riconoscere un minimo di area di riservatezza?

il voler sapere tutto e, soprattutto, il sentirsi sotto perenne “processo alle intenzioni”, ancor prima che ai gesti, inibisce l’uomo e il suo lato maschile, quello per cui dovrebbe il proprio codice essere totem di autoprotezione, e non il timore di pene celesti da parte della dea donna.

un patto di reciproco rispetto dovrebbe porsi a monte delle relazioni uomo-donna. il resto non conta. una “coppia”, essa sia “di fatto” “di diritto” “presunta” “legittima” “illegittima”, dovrebbe autoregolamentarsi senza contemplare il processo per illeciti “preterintenzionali” e anche per “libero esercizio della libertà privata”. ciò purtroppo spesso non accade, e la regola aurea “non far sapere alla destra ciò che fa la sinistra” viene meno.

la domanda è dunque: perchè l’uomo non chiede e la donna invece indaga?

A.R.

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10 pensieri su “ci sono cose che alla donna non puoi non dire

  1. E chi dice che alle donne,a tutte le donne è gradita la verità? Certo generalizzando e andando per luoghi comuni la Donna è colei che indaga,che spulcia,che coglie tutti i segnali,che arriva persino ad assumere le vesti di investigatore se qualcosa al suo sesto senso non quadra.Il mio pensiero,quello di una Donna comune è che per far funzionare una relazione di qualsiasi tipo e genere non si devono travalicare quei confini che delimitano la sfera personalissima ed intima dell’io di ogni singolo individuo.In parole povere il patto per una relazione stabile è duratura è il rispetto reciproco e la consapevolezza che non è bello fare ciò che non si vuol ricevere.I segreti ce li hanno tutti, uomini e vi assicuro anche donne!

  2. condivido il pensiero di Mari…ki ha detto che se inutile è importante? penso invece il contrario…proprio come te Andre, anche se però c’è da ricordarsi una cosa…ciò che per te è inutile o irrilevante non è detto che lo sia per l’altro… =) magari è solo questo ke fa da differenza!

    • quindi, si conferma la mia teoria: ci sono cose che alla donna non puoi non dire, una di queste è la verità.
      La differenza resta comunque che un uomo sottovaluta il valore intrinseco che per la donna riveste la sincerità a tutto campo, passato-presente-futuro. Quant’è bella l’ignoranza… lo penso solo io?

  3. Io penso che non è sempre giusto che una donna sappia tutto del suo uomo e viceversa..è giusto e benevolo per la coppia che ci sia qualche mistero..ma semplicemente questo velo di mistero non deve cadere sul sentimento..se la bugia, se cosi posso chiamarla, verte sul sentimento no..allora meglio una dura bugia con tutte le conseguenze che ne puo’ portare che non una mancata verità..

  4. Andre, se come dici tu non investe e non riguarda la vita degli altri…allora il problema non si pone…è chiaro ed evidente che a me può interessare la verità che riguarda me in prima persona…quindi perchè dovrei voler sapere a tutti i costi un qualcosa che non mi riguarda…queste cose sarà poi il tempo a portarle a galla a discrezione del “proprietario”! Poi se capita di voler sapere…magari è per puro interesse…ma non credo sia un obbligo in questo caso…almeno credo di aver sempre rispettato questo Vs. mondo!Io mi sn sempre e solo battuta per la verità che in qualche modo poteva avere a che fare anche con me =)

  5. A questa domanda…penso ci possano essere varie risposte… io posso parlare per me…e dico che cerco sempre la verità bella o brutta che sia…per il semplice fatto…che se so realmente le cose cm stanno, posso poi comportarmi secondo le mie “esigenze” o meglio…se so bene ciò che voglio da una persona… è normale che voglia sapere dall’altra persona che intenzioni ha… senza magari illudermi…o pensare una cosa per un’altra…Questo è quello che riguarda me…poi di motivi ce ne possono essere svariati…vuoi l’insicurezza, la gelosia, la possessività… Per quanto riguarda l’uomo…sinceramente posso solo pensare che non gli sia poi cosi del tutto importante…perchè invece quando una cosa gli sta a cuore maggiormente e anche a lui determinate cose non quadrano…bhe penso che anche lui poi chieda…

    Questo è il mio modesto parere =)

    Baci

    Marcella

    • Vedi Marcella, il concetto è più sottile. Indubbiamente l’onestà ripaga, essa sia d’intenti, di pensiero, di azione. Ciò che è in discussione, piuttosto, è la lecità di un’area di riservatezza che conservi i pensieri e le azioni passate, presenti e future che vogliamo preservare e tenere solo per noi, per i più svariati motivi. Qualcosa che non per forza investa la vita degli altri siano essi amici, parenti, conoscenti, amanti o amati. Si tratta di riconoscere una sezione di cose non dette. L’uomo in tal senso di norma si dimostra tollerante, riconosce alla donna una certa misteriosità innata e forse ne è perfino attratto morbosamente. Di norma invece la donna indaga, chiede, pretende di conoscere tutto e forse più di quanto l’uomo stesso sia preparato ad accettare di se stesso. Per questo la verità per l’uomo perde valore, è qualcosa che la donna scopre da se, e che lui suo malgrado dovrà accettare spesso dogmaticamente conservando sempre il dubbio che la donna possa mentire o quantomeno “reticere” e dissimulare.

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