a proprio modo.

Ultimamente mi sono ricordata che ognuno vive le cose a proprio modo.
Già, ricordata. Perchè in realtà è una cosa che so, ma da persona arrogante quale sono a volte me la dimentico.
Ed a parte qualche “regola” di base, del tipo uccidere qualcuno è sbagliato e salvare un bambino è una bella cosa (che poi volendo potrei aprire un ampio discorso filosofico anche su queste affermazioni, ma ve le risparmio e le lascio per buone), non tutti interpretiamo e viviamo le cose nello stesso modo: quel che per me è può essere lento per altri è veloce, ciò che a me può far piacere ad altri può dar fastidio, e così via.
Non sto dicendo nulla di nuovo, ovviamente.
In realtà il cuore della mia riflessione è che questa cosa non ce la ricordiamo mai: viviamo secondo dei nostri canoni ed è difficile che ci soffermiamo a pensare a chi abbiamo davanti, a come può vivere quella situazione quella persona. Difficilmente ci fermiamo a chiederle come sta. Diamo per scontate tante cose, basate sul nostro gusto, sulle nostre percezioni, sulla nostra idea di giusto e di sbagliato.

Esattamente dove voglio andare a parare con questo discorso non è mi è proprio chiaro.
Ero qui seduta. Ho appena finito di mangiare, abbastanza velocemente, perchè volevo andare a praticare e il tempo è tiranno dato che devo entrare al lavoro tra poco. E mi è venuta in mente questa cosa che sto scrivendo (per cui praticherò meno del previsto visto che sto scrivendo… o non praticherò affatto).
Ci sto provando a ricordarmi chi ho davanti, ci provo a non ragionare sempre e solo con la mia testa. A volte sono soddisfatta di me per la capacità di mettermi in disparte e lasciare spazio a chi ho davanti. Altre volte mi rendo conto che sono arrogante punto e basta.
Mi fa ridere quando io penso di non essere stata arrogante e vengo accusata di esserlo stato e viceversa. Ognuno vive le cose a proprio modo.

Ed allora che si fa?
Una volta mi arrabbiavo. Quando ero convinta che il mio comportamento fosse frainteso mi arrabbiavo parecchio, e, con il senno di poi, posso affermare che mi arrabbiavo più con me stessa per non essere riuscita a farmi capire che con chi avevo davanti: la persona davanti a me purtroppo si ritrovava ad essere il parafulmine del momento.
Adesso sorrido, sorrido perchè acquisisco ogni giorno più sicurezza in me stessa, quella stessa sicurezza che mi dà la certezza che il mio comportamento, anche se frainteso in un primo momento, prima o poi verrà visto per quelle che erano le mie reali intenzioni. E non importa se passerà del tempo, se avrò l’occasione di sentirmelo dire, sicuramente succederà così.
Le certezze sono importanti, e quando sono reali e concrete la Vita te ne dà prova.

Sono partita da un punto e non sono arrivata ad un altro, semplicemente non sono arrivata.
Le parole scorrono e così le scrivo.
Non so se tutto questo ha un senso, una morale, un significato, una conclusione.
Non è importante.

A.A.
twitter @egocenthrika

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